Ti trovi qui: Home

Tanti anni fa, una quindicina almeno, Sergey Brin e Larry Page, fondatori di Google, commentavano le disgrazie di Altavista, che aveva fallito il suo tentativo di diventare un portale, affermando che Google non avrebbe fatto lo stesso errore. Google, anzi, si poneva come obiettivo il far rimanere l’utente sul motore il meno possibile, facendogli trovare subito la risorsa più adatta a rispondere alle sue esigenze.
Di acqua sotto i ponti ne è passata tanta e anche in Google i cambiamenti sono stati tanti. Tra questi, sempre di più quelli finalizzati a far rimanere l’utente sulla pagina di risultati o, più in generale, in una web property di Google (il Knowledge Graph ne è un esempio); o, se proprio questi vuole uscire, cercano di farlo passare dalle soluzioni di advertising. Con sommo dispiacere di tutti coloro che investono in contenuti.
Nei giorni scorsi Emmanuele, uno dei ragazzi del team di FIND, ha condiviso nel nostro sistema interno due screenshot (pubblicati più avanti in questo post) di un esperimento di Google che adesso anche alcuni italiani riescono a vedere (Emmanuele è uno di questi, io invece non sono riuscito a ricreare lo scenario).
Si tratta di una versione ancora più grande e “invitante” del Site Search Box, una funzione che esiste da diverso tempo, anche se più defilata e ridotta nelle dimensioni (non ricordo infatti di averne mai fatto uso se non per curiosità), e di cui nei giorni scorsi ha scritto GoogleOS.
Una novità che, se sarà rilasciata, creerà qualche nuovo grattacapo in primis ai grandi siti di commercio elettronico e agli editori.

Di cosa si tratta?
In Google sono consci che la maggior parte delle ricerche di brand è di tipo navigazionale. Per arrivare a un sito, gli utenti preferiscono digitarne il nome su Google, o nella barra del browser (che in molti browser è interfacciata con Google), invece di digitare la URL. E’ anche per questo che, ogni anno, le classifiche delle parole chiave più cercate sono dominate da nomi quali Google, Facebook, Gmail, Youtube.
Perché quindi non cercare di monetizzare ulteriormente queste ricerche, se proprio i link sponsorizzati non attirassero il click, facendo in modo che il primo click dell’utente non sia sul link al sito cercato bensì di nuovo sul tasto “cerca”? E che la seconda pagina visualizzata dall’utente sia quindi un’altra pagina di Google, con annessi nuovi link sponsorizzati?
Ecco quindi che (se si è tra quanti visualizzano questo test), quando si cerca un brand noto o riconducibile a un grande sito, sotto il link alla homepage compare un nuovo box di ricerca, finalizzato a far cercare l’utente all’interno del sito direttamente da Google, bypassando la ricerca interna del sito.

Staples e1409510956615 Due possibili grattacapi col nuovo Site Search Box di Google

Il ragionamento di Google dietro a questa nuova opzione è semplice: perché, se vuoi comprare delle risme di carta di Mondoffice/Staples, dovresti andare a cercarle perdendo tempo su Staples.it, invece di arrivarci direttamente attraverso Google?
A meno che non si sia cercato Amazon (in questo caso Google rimanda infatti direttamente ai risultati di Amazon.com), infatti, la pagina di risultati che si otterrà è qualcosa di simile a quella riportata sotto.

staples2 e1409510992988 Due possibili grattacapi col nuovo Site Search Box di Google

E qui cominciano i mal di testa per le aziende.
Il primo: cosa si può notare, nella pagina di risultati, sopra il primo risultato di Staples.it? Tre link sponsorizzati di concorrenti, due dei quali con un copy riportante un prezzo per risma inferiore rispetto ai primi risultati organici di Staples. La tentazione di visitarli, per l’utente, potrebbe quindi essere forte. Un rischio che Staples non rischierebbe senza quel box di ricerca.
Dovesse essere rilasciato il nuovo Site Search Box (casualmente, il nuovo box compare proprio qualche mese prima dello shopping natalizio, che per molti e-commerce vale anche un terzo del fatturato annuale) le aziende che se lo vedranno comparire nella pagina di risultati per il proprio brand dovranno monitorare attentamente eventuali cali di conversioni da ricerca organica e, in caso di impatto negativo, lavorare con Adwords (ma guarda il caso…) per togliere quanta più visibilità possibile a quel box.

Il secondo grattacapo: se l’utente utilizza il Site Search Box di Google per arrivare alla pagina interna del sito, il titolare di questo perde la parola chiave che l’utente ha digitato, E’ vero, può cercare di ricostruire l’interesse in base alla pagina di atterraggio o ai dati di GWT, ma non è la stessa cosa.
E’ da quasi un anno, infatti, che Google ha deciso di mascherare le parole chiave che hanno generato visite dai risultati organici. Le query nei motori di ricerca interni al sito sono rimasti uno degli ultimi baluardi per conoscere i comportamenti di ricerca, soprattutto di coda lunga, degli utenti; e, non da ultimo, queste parole chiave consentono di identificare eventuali prodotti cercati dagli utenti ma non presenti nella propria offerta, spunto utile per i buyer aziendali.

Certo, al momento si tratta di scenari possibili (e incompleti: se ne potrebbe scrivere molto di più), che potrebbero non concretizzarsi se Google decidesse di fare un passo indietro. Ma dovesse andare a regime il nuovo Site Search Box, ecco che sarà fondamentale misurarne l’impatto, in positivo o in negativo. E, ovviamente, muoversi di conseguenza.

{ 0 comments }

Quando nel 2002 lasciai l’agenzia dove lavoravo per andare a fondare SEMS, avevo ben chiaro che si potesse lavorare meglio di quanto io non potessi fare da dipendente. Mi rendevo conto delle enormi potenzialità che avrebbe potuto avere un’agenzia SEO pensata da uno specialista SEO per far lavorare al meglio gli specialisti sui progetti da loro seguiti, in un ambiente stimolante, dove poter crescere professionalmente a 360°. “Empowering people”, insomma, perchè quello in cui opero è un business dove sono le persone a fare la differenza.
Pur non essendo mai stata SEMS perfetta, i risultati conseguiti nei miei 10 anni alla guida mi hanno dato ragione: in quest’agenzia sono passati, o proprio nati e cresciuti professionalmente, specialisti estremamente competenti, e in molti ambiti abbiamo tracciato la strada.

Quando ho deciso di lanciare FIND, sapevo che avrei potuto fare anche meglio, avendo chiara l’evoluzione dello scenario (sempre molto competitivo, come piace a me) e le esigenze delle aziende, avendo per mesi parlato con molte di queste dopo la mia uscita da SEMS.
Nei giorni scorsi FIND ha compiuto il primo anno di vita: un anno impegnativo (per la parte burocratica) ma entusiasmante per quello che siamo riusciti a fare e per il team che sono riuscito ad assemblare.
I risultati mi stanno di nuovo dando ragione, e quindi è giusto (ma lo avrei fatto ugualmente;-) investire ulteriormente per crescere e dare un servizio ancora migliore e più completo a quelle realtà che ci hanno già scelti e a quelle che lo faranno. Ma anche a coloro che in FIND ci lavorano.
Per questo stiamo per iniziare un nuovo round di assunzioni, che si concretizzerà operativamente tra settembre e ottobre (l’estate servirà per fare colloqui, valutazioni, proposte e far passare il preavviso di quanti entreranno in FIND).
Un round che punta a selezionare specialisti in particolare nei seguenti ambiti (nota: le ricerche sono aperte a persone di entrambi i sessi):

- Account Manager: una figura che, nel mio modo di vedere il valore che vogliamo portare ai clienti, è sempre stata e sempre sarà fondamentale; è la figura chiamata a trasformare in risultati gli obiettivi di business dei clienti, e a trasferire il valore che possiamo portare in questa relazione. Proattività, spirito d’iniziativa, organizzazione, focus sugli obiettivi sono alcune delle parole chiave che caratterizzano la figura tipo che cerchiamo. Maggiori dettagli li puoi trovare qui.

- Specialisti SEO, sia con esperienza che aspiranti: la SEO rimane il cuore pulsante di FIND, la sfida che è sempre più difficile (ma per questo sempre più ricca di soddisfazioni) da vincere. Visto che ogni progetto vincente è la somma di tanti piccoli e grandi dettagli migliorati, lavoriamo su tutti i fronti: tecnico, contenuti, off-site, social… interfacciandoli sempre con l’analisi dei comportamenti di ricerca dei consumatori (perchè il ranking rimane sempre il mezzo, non il risultato). Se vuoi entrare nel team di FIND e hai competenze su uno o più di questi aspetti, candidati: puoi trovare maggiori informazioni qui (per i profili con esperienza) e qui (per i profili junior)

- Web Analytics Specialist: ma qui la definizione è riduttiva, perchè in realtà la vera vocazione di chi ambisce a questo ruolo è quella di poter dare ai clienti delle indicazioni strategiche e tattiche sulla loro presenza online, su come sviluppare il proprio business attraverso i motori di ricerca e non solo, grazie alle evidenze dei dati raccolti ed elaborati. Se vuoi candidarti, qui trovi maggiori dettagli.

- Assistente personale/di direzione: più che una segretaria, un braccio destro che mi consenta di potermi concentrare esclusivamente sullo sviluppo strategico dell’agenzia e della relazione con i clienti e i partner strategici. Si occupa delle attività di routine, amministrative, burocratiche, logistiche. Attività che, pur non essendo “core”, richiedono attenzione, puntualità, precisione e flessibilità. Se poi possiede anche competenze in comunicazione, può collaborare anche ai progetti interni di marketing, PR, comunicazione e supportare il sottoscritto nelle relazioni commerciali. Se vuoi proporti, puoi scrivere a info@findsdm.it inserendo nell’oggetto dell’email “Recruitment: EA01″.

Infine ci sono sempre le posizioni di stage

Ometterò le solite frasi lette e rilette nei vari annunci sui vantaggi di lavorare per una piccola realtà. Dico solo che ho sempre creduto, e credo ancora fermamente, che un’agenzia di servizi cresca grazie al contributo di tutti coloro che ci lavorano: che sia l’esperienza dello specialista di lungo corso o l’entusiasmo portato dal neofita, che ti apre però nuove prospettive.
E’ anche per questo che i nostri progetti non sono mai stati uno uguale all’altro; il bello di FIND è che ha l’innovazione nel DNA, quindi c’è sempre spazio per provare, sperimentare, inventare nuove soluzioni. Se vuoi avere quindi voce in capitolo, questa è una grande occasione.
In passato questi annunci mi hanno sempre consentito di trovare persone di cui poi sono andato fiero e che hanno fatto strada, cogliendo l’opportunità. Incrocio le dita anche stavolta:-)

{ 0 comments }

Qualche giorno fa ho deciso di aggiornare alcuni dettagli del mio profilo Linkedin; in particolare ho voluto meglio precisare, nell’ambito delle mie attività, che cosa sia I Search S.r.l., la società che ho usato in passato (con altro nome) per fatturare i miei progetti nel mondo dell’affiliate marketing e che oggi è diventata una holding di partecipazioni (è la società che controlla FIND, per intenderci), oltre che l’intestazione per mie attività consulenziali personali.
Complice l’eccessiva enfasi che LinkedIn attribuisce anche al minimo cambiamento di qualsiasi voce nella categoria “esperienza”, di fatto mi sono trovato inondato di complimenti per la mia nuova avventura professionale/imprenditoriale e il mio profilo ha avuto una esplosione di visite: alla prova dei fatti, però, non è cambiato assolutamente nulla.
Ma l’episodio è servito a farmi capire una cosa: ancora oggi, a oltre un anno e mezzo dalla mia uscita da SEMS, in molti mi credono ancora legato alla mia precedente agenzia.
E’ vero, nell’autunno 2012 non ho comunicato la mia uscita e anche il lancio di FIND è avvenuto in maniera molto “low profile”, per avere la tranquillità necessaria per poter strutturare bene la nuova realtà prima di lanciarmi nell’acquisizione di nuovi clienti. Ma avevo probabilmente sottovalutato il forte legame tra la mia persona e SEMS (tanto è vero che hanno fatto bene a cambiarne il nome, dopo la mia uscita).
Visto che a breve FIND spegnerà la prima candelina, coglierò quest’occasione per fare un po’ di rumore:-)

{ 0 comments }

Martedì 15 mattina sarò allo hotel Ascot di Milano, inserito in un panel di tutto rispetto per il mondo del travel online, per la tavola rotonda “Il futuro delle Olta: sole e/o integrate agli Ugc (User Generated Content)?”
Si parlerà dell’evoluzione dell’e-commerce e del mobile commerce, dei trend del mercato e degli adattamenti necessari in termini di user experience.
Tra le domande alle quali noi relatori cercheremo di dare una risposta, quella che riguarda il ruolo delle piattaforme di recensioni che forniscono contenuti agli internauti; come può il turismo organizzato fare leva sui social media per dare un servizio accurato e fidelizzare la clientela; e se le agenzie si sentono pronte alla sfida dei social.

L’appuntamento è all’Hotel Ascot in Via Lentasio 3 a Milano, dalle ore 9,30 alle ore 12,30

Il panel è composto da:

Isabella Convertini, regional managing director Italy, Spain, Portugal di Kayak
Manuel Faé, web marketing strategist
Angelo Ghigliano, country director Odigeo Italia
Clive Ellul Hawthorn, director of market management Expedia Italia
Marco Loguercio, founder e ceo Find Srl
Alessandra Mariani, titolare The Wilderness Society
Adriano Meloni, managing director Sunrise Travel
Francesco Sala, direttore marketing Bravofly Rumbo
Walter Toscano, senior eTourism advisor
Tommaso Vincenzetti, direttore marketing e business development director Amadeus

La tavola rotonda è organizzata da Guida Viaggi nell’ambito del ciclo MARTEDIturismo

{ 0 comments }

Google traccia le ricerche in-store per offrire ulteriori metriche di analisi

13.11.2013 Mobile Search

All’inizio dello scorso mese di Ottobre, Google aveva annunciato l’introduzione in Adwords delle “conversioni stimate” (per chi utilizza la funzione di tracciamento delle conversioni): un tentativo, basato anche sull’analisi dei movimenti fisici dell’utente (visite in negozio) e/o sulle chiamate telefoniche, di stimare l’impatto delle attività cross browser e cross device sulle conversioni e dare quindi agli […]

Leggi qui l’articolo completo →

Relatore allo SMX Milano 2013

06.11.2013 Conferenze

A distanza di tanti (troppi, forse) anni dallo SES, torna a Milano giovedì 7 e venerdì 8 novembre un grande evento dedicato al Search Marketing, lo SMX. Tutto il team di FIND sarà presente all’evento, mentre per quanto mi riguarda avrò anche l’onore/opportunità di essere relatore in ben tre sessioni. Il primo dei miei interventi è […]

Leggi qui l’articolo completo →

“From Search to Find”: la mia presentazione a SMAU 2013.

25.10.2013 Conferenze

Gli smartphone, i tablet, la connettività always-on che ci consente di poter avere accesso a Google e ad altre search properties (Foursquare, Tripadvisor, Youtube, LinkedIn…) senza più limiti di tempo e di luogo… tutto questo, negli anni, ha fatto evolvere il modo di cercare online anche degli italiani, rompendo i vecchi paradigmi e aprendo nuove […]

Leggi qui l’articolo completo →

Manca poco: [Not Provided] nasconderà tutte le parole chiave da organico

24.09.2013 SEM

Primavera del 1995: dopo aver messo online da un paio di mesi i primi (orridi, lo ammetto) siti web che avevo iniziato a realizzare per diletto, scopro che il fornitore di servizi di web hosting al quale mi ero affidato fornisce anche delle statistiche sulla vita di ognuno dei miei siti. Uno dei report è dedicato […]

Leggi qui l’articolo completo →