SES New York giorno 2
Seconda giornata di SES nuovayorkese, caratterizzata dall'apertura dell'area expo; un'area espositiva che, per alcuni dettagli, mi ha fatto venire in mente lo Smau degli anni d'oro di Internet, ovvero tanta "caciara" per attirare l'attenzione, senza però entrare nel dettaglio di cosa lo stand punta a promuovere.Capita così di ricordarmi uno stand con una grande "ruota della fortuna" ed un'avvenente biondina che ti invita a provare per vincere un iPod, ma di non aver assolutamente capito chi siano e cosa promuovano. Oppure di venire attratto dalla baraonda attorno allo stand di Dart Search, tutto musica e concorsi con ricchi premi e cotillon, ma nessun monitor dove poter vedere la piattaforma in azione (a meno che questo non si trovasse nello stand di doubleclick di fronte, oggi verifico meglio:-).
Di cose interessanti se ne sono viste, ma nessuna novità assoluta. Troppo vicino l'evento di NY a quello di Chicago per proporre chissà quali innovazioni, una cosa di cui si sono resi conto anche gli organizzatori, che per il 2007 lo hanno spostato ad aprile. Una cosa che mi ha incuriosito è stato l'elevato numero di visitatori di madrelingua russa. A quando un SES Moscow?
Tornando alla giornata di sessioni, una delle più movimentate (ma sempre nei limiti dell'educazione; qualche commento fuori della sala è stato decisamente più pepato) è stata quella dedicata alla click fraud, i click fraudolenti che danneggiano gli inserzionisti delle campagne di keyword advertising. Sul palco, da una parte Greg Boser, che di recente ha fatto un test sui propri clienti per dimostrare quanto ancora oggi sia facile imbrogliare gli algoritmi antifrode dei motori, e Jessie Stricchiola, che dal 2001 segue l'evolversi del fenomeno anche come consulente, dall'altra i rappresentanti di Google e Yahoo search Marketing (Overture), le cui risposte non hanno soddisfatto i presenti, che si sentono ancora troppo trascurati nelle richieste di verifica e rimborso che portano avanti (in un sondaggio al volo per alzata di mano tra i preseti in sala, solo una minima parte di chi ha esposto un presunto caso di frode è arrivato ad ottenere un rimborso).
Decisamente ingegnosi i metodi sviluppati da chi vuole frodare (spesso inserzionisti adsense che vogliono rimpolpare il proprio conto), visto che si arriva addirittura ad utilizzare network di computer "zombie" (computer controllati da remoto all'insaputa del legittimo proprietario) per generare click e simulare vere e proprie visite. Mi torna in mente la perenne lotta tra doping ed antidoping, col primo che è sempre un passo avanti.
Per le altre sessioni, l'invito è a fare riferimento al sempre ottimo SE roundtable. L'unica sessione che credo non abbiano seguito è quella "meet the search ad vendors". Ma qui, MSN AdCenter con le sue novità a parte, l'unico spunto degno di nota è la domanda di un signore tedesco responsabile di un'agenzia pubblicitaria a Katie Vijungco, adwords manager di Google.
- "Voi riconoscete commissioni alle agenzie?"
- "no"
- "ne è proprio sicura?"
- (cito la risposta inglese, rende meglio) "Yes. Period."
Seguita dall'immediata frecciatina di un altro presente "come mai il vostro titolo è crollato in borsa?".
Ed a proposito di frecciatine ed attacchi a Google, favoloso David Vise, autore del libro "The Google Story" ed assomigliante fisicamente a Bill Gates, che, spalleggiato da Jeremy Zawodny di Yahoo, in una sessione che lo vedeva seduto a fianco di Matt Cutts di Google, prendendo spunto dal nuovo Explorer 7 ha svelato in maniera esilarante i piani di Microsoft per distruggere Google. "L'unica cosa che resterà di Google è il cappellino che ho in testa" ha concluso tra le risate dei presenti.




