3.3.06

SES New York giorno 4

La giornata finale del SES di New York è stata quella che ha riservato le sessioni per me (nato come SEO) più interessanti, "meet the crawlers" ed "organic listings forum".
Della prima ho apprezzato la decisione di Danny Sullivan di farla tornare un evento interattivo con i partecipanti: negli ultimi SES i rappresentanti dei motori non avevano fatto altro che presentare noiosi powerpoint sulla loro share di mercato, sul perchè sono i più fighi, sulle novità più o meno "nuove"...
Questa volta niente di tutto questo: palla al centro e via alle domande dei presenti, che hanno spaziato dal perchè i motori hanno tempi e modi di indicizzazione differenti (con il consiglio, da parte dei motori, di utilizzare le soluzioni di sitemaps -quella di Google ora fornisce anche la posizione occupata dalla pagina per una certa parola chiave al momento di ricevere il click- od i feed rss (Yahoo ed MSN) per informare i motori sullo stato di aggiornamento delle pagine) a cosa sia Bigdaddy ed alla reale importanza del pagerank nella visibilità di un sito (la maggior parte delle domande era ovviamente rivolta a Matt Cutts di Google), alla solita domanda sul perchè ai motori non piaccia Flash.
Non sono emerse risposte rivoluzionarie, ma ogni tanto un "back to basics" torna utile.
La seconda è da sempre invece un punto di riferimento per i SEO che partecipano al SES. Sul palco, relatori di primissimo piano: il "black hat" David Naylor, il "black hat convertito in white hat" Todd "Oilman" Friesen, il sempreverde Bruce Clay e Mike Grehan. Ci poteva stare, secondo me, anche Greg Boser, che pure era in giro per il SES ed autore in passato di "perle di saggezza" quali "Cosa significa PPC? Porn, Pills & Casinos", "Non sei un vero SEO finchè i motori non ti hanno bannato almeno un sito" e ancora "Piantala di cercare le soluzioni più strampalate per reindirizzare una doorway page. Sii uomo: usa il cloaking!".
Tra le cose ribadite, l'importanza di ospitare le pagine per le quali si vuole avere visibilità su server nella nazione target e con IP riconosciuto come di quella nazione (ma occhio a quali altri siti si trovino su quel IP, onde evitare di finire in mezzo ad affiliati di viagra e porno) e l'importanza del mod rewrite per i siti con URL dinamiche spesso kilometriche.
Interessante l'osservazione di Bruce Clay alla domanda se sia possibile con un sito "vero" avere visibilità laddove regnano le doorway pages ed i siti di affiliati: "se in una industry dominano le doorway pages, Google vede quel tipo di siti come standard per quella industry, quindi per ottenere visibilità dovrai per forza fare spam".
Sempre di Bruce Clay un'altra frase interessante, ricollegata a tutte le novità di personalizzazione di ricerca offerte dai motori, ovvero che il SEO come lo abbiamo inteso in questi anni è destinato a cambiare nel giro di 6/12 mesi (quantomeno negli USA) proprio perchè sempre più spesso le risposte dei motori sono costruite intorno alle abitudini ed ai comportamenti online degli utenti; questo soprattutto per Yahoo ed MSN, che possono contare su una vastissima base di utenti profilati, cosa che attualmente non ha ancora Google.
Per maggiori dettagli sulle sessioni, anche stavolta rimando all'ottimo SEroundtable.
Complessivamente è stato un SES interessante; forse non il migliore quanto a contenuti, ma ha risposto alla curiosità delle migliaia di presenti sul tema search marketing. Ora vediamo cosa succederà con il SES in programma ad aprile a Milano.

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