SES New York - Day 4
In vista del volo di rientro a Milano, posso ormai mettere in archivio anche questa trasferta nella Grande Mela per l'ormai tradizionale appuntamento primaverile (anche se il clima non lo porterebbe a definire tale) con il Search Engine Strategies.L'ultima giornata di conferenze ha riservato il "botto", con la conferma della preventivata acquisizione di Doubleclick da parte di Google; la cifra è "monstre", 3,1 miliardi di dollari, ed il fatto che sia in cash mi fa venire in mente alcuni film di James Bond, dove un emissario d'affari si presenta al tavolo delle trattative con un portatile per dare in real time l'ordine di trasferimento bancario della somma (con l'immancabile barra che indica lo stato di trasferimento della somma). Sarà Eric a premere il pulsante per dare inizio al trasferimento di cotanto cash?:-)
Premesso che mi stupisce che Microsoft anche questa volta, come già fu per AOL, sembra aver mollato la presa di un accordo di tale importanza con troppa leggerezza (ok, Google ha offerto 1/3 in più della cifra massima che MS si era detta disposta a pagare, ma se Google ha potuto arrivare a tanto, evidentemente il gioco valeva la candela), l'acquisizione di Doubleclick apre ora molti nuovi scenari sul fronte del Web Advertising, non ultimo quello paventato da alcuni blog di "eccesso di posizione dominante" (credo si dica così) che potrebbe far muovere l'antitrust a stelle e strisce.
Sicuramente l'acquisizione consentirà a Google di andare incontro a quella che da anni è una delle richieste più pressanti delle agenzie media online di tutto il mondo, quello di poter far girare l'advertising sul network di Google gestendolo attraverso un ad server, cosa che consente una maggiore efficienza nella gestione e possibilità di effettuare reportistiche integrate. Sembra un dettaglio di poca importanza ai non addetti ai lavori, ma proprio questo ha privato Google di una sensibile fetta di advertising dedicato ad attività di branding sul Web attraverso strumenti visuali (banner & co).
E poi c'è Dart Search, la piattaforma di bid management di Doubleclick, tipologia di strumento che Google sino a ieri vedeva di cattivo occhio vista la presunta capacità di migliorare l'efficienza delle campagne (non tutti gli strumenti ci riescono); Google nel tempo ha provato ad ostacolarne lo sviluppo, prima rendendo obbligatorio l'uso di apposite API, inizialmente gratuite, ora a pagamento oltre un certo utilizzo (api che frequentemente vengono modificate), poi svelando un piano di tool di bid management gratuito "by Google" (se ne parlava già un anno fa, non si è ancora visto).
Onestamente (poi magari i fatti mi smentiranno) non credo che Dart Search diventerà gratuito come è stato per Urchin/Analytics, vista anche tutta l'infrastruttura necessaria per far girare il tutto correttamente ed un livello di supporto umano
nell'implementazione decisamente superiore a quello che richiede Analytics. Probabilmente ne abbasseranno il prezzo, per "fare fuori" un po' di concorrenza (già a memoria mi vengono in mente oltre una ventina di produttori di soluzioni di bid management, tra software ed hosted, di fascia alta o bassa di prezzo).
Ed infine c'è un'altra chicca che a Google interessava di DoubleClick, l'annunciato marketplace pubblicitario, dove la domanda e l'offerta di advertising on ed offline s'incontrano; una piattaforma dalle potenzialità così elevate che il management di
Doubleclick ha ipotizzato, nell'arco di 5 anni, possa diventare una delle principali fonti di revenues per l'azienda.
In sostanza e per concludere, la mossa che Google ha fatto non era di solo "disturbo" a Microsoft, come molti hanno ipotizzato, ma ha consentito alla banda di Brin, Page & Co. di fare un altro passo in avanti verso il monopolio nell'advertising. Se le agenzie clienti rimarranno fedeli a Doubleclick o si guarderanno attorno (le alternative non mancano), timorose di tanto crescente potere, è tutto da verificare, così come ancora è da verificare come sarà effettivamente integrata la suite di prodotti Doubleclick nella piattaforma di Google e quanto questa rimarrà "terza": controllando Doubleclick, Google avrà accesso anche ai dati di performance di campagne non Google; se aggiungiamo questo alla diffusione di Analytics, al suo nuovo tool per lo A/B e multivariable testing,
alla Google toolbar... Google avrà a disposizione una montagna di dati su cosa funziona o meno nell'advertising on/offline (e cosa funziona bene per chi), e non certo per organizzarli e renderli disponibili come vuole la sua mission aziendale:-)
Tornando all'ultima giornata del SES, ha predominato il clima di relax tipico dell'ultimo giorno di scuola: saloni semivuoti, battute sempre pronte... Mi ha interessato particolarmente la sessione relativa all'utilizzo sempre più diffuso di Ajax ed alle problematiche di usabilità prima che di search engine friendliness; implicazioni che sembrano banali ma che, tanto per cambiare, non vengono considerate da chi i siti li progetta. E certo non fa piacere all'orgoglio patrio aver visto il sito gucci.com portato come esempio "non positivo" di implementazione di funzionalità Ajax.
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