6.1.09

Si può parlare di crisi quando si cresce a doppia cifra?

eMarketer ha pubblicato in questi giorni un'analisi, Search Ad Spending: reactions to a recession, relativa alle prospettive di crescita del search marketing negli USA alla luce del momento decisamente poco felice dell'economia mondiale.
Come si può vedere dal grafico sottostante, anche gli investimenti in link sponsorizzati -stando alle previsioni degli analisti di eMarketer- non avranno più il devastante tasso di crescita anno su anno che, di fatto, hanno fatto segnare in questo inizio di secolo.















Come sempre capita in situazioni come queste (basta guardare l'altalena del titolo Google al Nasdaq in questi anni, pur trattandosi di un'azienda dal business sano), bastano delle analisi in cui i tassi di crescita rallentano un attimo ed ecco già le prime Cassandre iniziare a parlare di "inizio della fine del search marketing".
Per quanto la crisi abbia toccato indubbiamente anche i budget legati al search advertising, portando molte aziende big spender a razionalizzare gli investimenti alla ricerca della performance e della massima efficienza (ma questo io lo interpreto anche come un segno di maturità, non solo come una necessità), si può parlare di "crisi del SEM" quando il settore continuerà a crescere a doppia cifra?
Mentre ero a Chicago, lo scorso dicembre, mi è capitato di tastare con mano una serie di cambiamenti in atto: molta meno gente effettivamente per le strade a fare shopping, ma molto più shopping online, come mi hanno confermato molti addetti ai lavori di oltreoceano. E lo stesso Eric Schmidt, CEO di Google, ospite in un talk show mattutino sulla "R situation" (negli USA nominano la parola recessione il meno possibile), ha confermato come in tempo di crisi le ricerche su Google siano aumentate, alla ricerca di opportunità di risparmio. Così come, complessivamente, il Web è diventato ancora più decisivo nei processi d'acquisto che avvengono anche offline, come dimostra il recente report di Nielsen "Eight in Ten Online Holiday Shoppers Read Customer Reviews" in cui viene riportato, tra le altre cose, come

More than half of respondents (55%) indicated that they visited the website of a local brick- and-mortar retailer before visiting the physical store. The primary reason for going online first was comparing prices between retailers, followed by checking if an item was in stock and looking for sales in stores.


In conclusione, anche un settore solido come il search marketing risentirà dell'impatto di questa crisi, ma continuerà ad essere un pilastro dell'advertising online delle aziende più "savvy", visto che le informazioni trovate nei motori non aiutano gli utenti ad acquistare solo online, ma sono decisive anche per gli acquisti offline, di qualsiasi tipo questi siano: dal CD da pochi Euro ai macchinari B2B da svariati milioni di Euro. In un mondo che diventa sempre più "search centrico" non potrebbe essere altrimenti.

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