Mainardo De Nardis e il suo metodo per affrontare la crisi
Uno dei manager italiani del mondo della comunicazione che seguo con molta attenzione è Mainardo De Nardis, di recente nominato CEO di OMD Worldwide. Nelle interviste da lui rilasciate in questi ultimi anni ho infatti sempre trovato spunti interessanti nonchè una visione attenta dell'evoluzione delle cose, vista con l'occhio dell'italiano che comunque da anni lavora all'estero e che da anni è a capo di grandi realtà a livello mondiale.Del suo intervento all'evento dell'UPA, riportato dai diversi media, mi ha colpito in particolare il suo (riporto da ADVexpress) "personale metodo per affrontare la crisi":
- ascoltare (i clienti, i concorrenti, i mercati);
- usare il cervello (è facile non accorgersi di essere sul'orlo di un precipizio);
- non esitare (quando serve, tagliare in profondità e tagliare in fretta, cercando di trattenere quanto più possibile i talenti);
- pensare al breve termine e sopravvivere (l'anno che stiamo vivendo sarà un anno di grande tatticità);
- mantenere la leadership (non nascondersi, rassicurare e stimolare le persone);
- misurare (è indispensabile: tutto ciò che si può misurare si può anche fare);
- abbracciare il cambiamento (nei momenti di crisi è più difficile, ma visto che non lo si fa nei periodi migliori è comunque necessario trovare il coraggio);
- mettere in discussione i modelli di business (perché le agenzie non sono ancora riuscite a quantificare e qualificare il valore aggiunto che danno ai clienti);
- vincere su tutti i fronti (più clienti, più incarichi, più ruoli).
E infine, ma non meno importante, essere pronti quando la crisi finirà a ripartire subito, per conquistare il mercato del futuro.
Chi, come me, si trova a capo di una piccola agenzia o azienda e si trova quotidianamente a dover vivere e gestire le implicazioni di una crisi che comunque si fa sentire, credo riconosca nella "check list" di De Nardis molte delle attività che sta portando avanti, per salvare la baracca o per approfittare di questo momento per rafforzarsi e farsi trovare ancora più forte di prima quando (chissà quando...:-) i mercati si riprenderanno.
Diciamo che, in questo momento, modificherei uno dei punti della lista in
- pensare al breve termine e sopravvivere pensando al futuro
Anche perchè, soprattutto in un settore iperspecializzato come quello del search marketing, è impensabile l'idea di guardare al breve termine tagliando posti di lavoro: lo skill shortage è tale che, nel momento in cui dovesse esserci la tanto sospirata ripresa, ci si ritroverebbe con tanto lavoro ma senza professionisti per portarlo avanti. Meglio quindi fermarsi a guardare cosa eventualmente non stia funzionando e lavorarci sopra.
Un'affermazione di De Nardis riportata sempre da ADVexpress (l'articolo completo è accessibile solo agli abbonati) in cui invece (fortunatamente) non mi ritrovo è
Contemporaneamente, la specializzazione spinta all'eccesso trasforma l'approccio in un processo meccanico, proprio a discapito della necessità di integrazione e di pensiero guida.
Io guido una società iperspecializzata, una scelta precisa visto il particolare e frenetico settore in cui opero; non ho mai voluto allargare il mio raggio d'azione sia perchè oggi faccio parte di un gruppo che ha già un'offerta complementare alla mia; sia perchè l'allargarci (come stanno facendo altre agenzie, partite dai motori per poi abbracciare altri ambiti) non porterebbe valore aggiunto, anzi.
Ma fin dall'inizio, ed è stato anche questo che ci ha consentito di arrivare dove oggi siamo, non ho mai visto la mia attività (parlo per me) come un qualcosa di distaccato dal resto del marketing e della comunicazione, e men che meno "un processo meccanico".
Anzi, fin da quando nel 2000 sono entrato seriamente in questo mondo, ho sempre spinto per la piena integrazione del search marketing nel media & mktg mix, ponendo in particolare il focus su tutti quegli aspetti del marketing e della pubblicità che sono "drive to search". Non sono ancora riuscito nell'intento di far diventare questa cosa una costante delle aziende, ma ci sto lavorando.
In conclusione, tornando al tema "crisi", concordo comunque con quanto mi ha detto ieri sera Marco Tinelli, ex CEO del Gruppo FullSIX e ora a capo di FullSIX International "la crisi tocca il tuo settore molto meno di altri".
E' vero, ma questo non significa che non si debba cogliere l'occasione per lavorare duro sui propri punti deboli e perfezionare i propri punti di forza. Perchè oggi dormi tranquillo; ma domani?




