Link building: est modus in rebus
Agli occhi di molti clienti, una delle "aree grigie" delle attività finalizzate a incrementare la visibilità tra i risultati naturali di ricerca è quella legata al link building.Non credo di dire nulla di nuovo nè di esagerato se affermo che ottenere link di qualità è un'arte, che si affina con l'esperienza e che richiede molto tempo e fantasia, ma che viene premiata con risultati stabili nel tempo.
D'altronde, il famoso detto che "nei motori il contenuto è re" viene spesso corretto dagli specialisti SEO in "il contenuto è re se attira link".
Per spiegare cosa NON è fare link building in maniera professionale posso usare un esempio pratico di un'email ricevuta ieri, in cui il mittente ha sparato a casaccio a migliaia di indirizzi e-mail raccolti in Rete (lo stesso messaggio l'ho ricevuto infatti a più indirizzi) ed in cui il messaggio era questo:
Oggetto: richiesta di scambio
Richiesta di scambio link con [URL omessa] grazie
[Nome Cognome]
La richiesta non è stata ovviamente minimamente considerata, non solo perchè completamente fuori luogo, ma anche perchè non rispondeva alla domanda che gli statunitensi abbreviano con l'acronimo WIIFM: what's in it for me? Cosa ci guadagno?
Ogni link ha oggi un valore: perchè darli via per niente?
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