Mi capita frequentemente, parlando con prospect e clienti, di spiegare come l’advertising offline possa portare l’utente a volerne approfondire i contenuti attraverso una ricerca nei motori.
Esistono poi situazioni in cui l’advertising offline punta proprio a far cercare nei motori gli utenti, come nel caso dell’affissione che mi è capitato di vedere ieri passeggiando per Tribeca, a New York.
L’affissione, a quanto emerso dopo una ricerca (non sapevo infatti a cosa si riferisse, anche se le ipotesi erano due: un film o un messaggio di una qualche religione) si riferisce alla nuova pellicola di Sony Pictures 2012, in uscita negli Stati Uniti il 13 novembre prossimo.

Ma cosa si trova cercando nei motori l’anno in questione?
Su Google è un link sponsorizzato che rimanda al nuovo film a intercettare per primo quanti hanno cercato questa data; seguono diverse “news”, quindi il sito del film svetta anche tra i risultati naturali.
Decisamente più accattivante la risposta di Yahoo.com, che riporta in testa ai risultati la locandina del film e il relativo trailer.

E su Bing.com?
Sembrerebbe che l’agenzia o la centrale media che si occupano di questa campagna si siano dimenticati di pianificare sul motore di Microsoft. Cercando, infatti, il sito di Sony Pictures che parla del film è solo al terzo posto tra i risultati di ricerca, mentre l’unico link sponsorizzato che compare è quello riconducibile alla rivista cartacea pubblicata da una chiesa cristiana.
Non è la prima volta che una pubblicità invita l’utente a cercare nei motori per approfondire (famoso il messaggio Don’t take our word for it, Google ‘Pontiac’ to find out! di uno spot Pontiac del 2006). Sarebbe interessante capire quante ricerche siano state fatte attraverso cellulari e smartphone sotto i cartelloni rispetto a quelle effettuate successivamente dal computer di casa o dell’ufficio.
Per quanti non abbiano idea di cosa viene ipotizzato possa succedere alla fine del 2012, qui c’è il link a quanto riporta la Wikipedia.



