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Benatti vs WPP: cambierà qualcosa anche nel SEM?

14/01/2006

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Quella della rottura tra Marco Benatti ed il gruppo WPP è stata indubbiamente la notizia più rilevante di questo inizio 2006 per il mondo della comunicazione e della pubblicità in Italia.
Da una parte una delle holding più potenti nel mondo dei media (il gruppo WPP, quotato alla Borsa di Londra, fornisce la più completa gamma di servizi nell’area del marketing e della comunicazione al mondo. Chi volesse vedere quante società nel mondo fanno capo a WPP può visitare wppdirectory.com), dall’altra Marco Benatti, ormai ex country manager di WPP per Italia, l’uomo che (riprendo una definizione di ADVExpress) “veniva vissuto come il più potente, e spesso temuto, uomo della comunicazione in Italia”, così potente da portare il gruppo WPP a controllare di fatto un terzo dello spending pubblicitario del nostro Paese.
Riprendo questa notizia anche nel mio blog perchè la rottura tra Benatti e WPP potrebbe (il condizionale è d’obbligo) comportare ripercussioni anche per quello che riguarda lo scenario italiano del search engine marketing.
Ora che Benatti e WPP hanno “divorziato”, infatti, c’è da capire quale potrebbe essere il futuro di Fullsix (dove Benatti è direttamente azionista di maggioranza e WPP di minoranza) e dell’ultima nata DMC (lanciata da Fullsix ed inserita in Group M, il gruppo che riunisce l’offerta media di WPP), di fatto la società di riferimento di WPP per tutto quello che riguarda il web marketing ed advertising, nonchè il search engine marketing (se a molti il nome DMC può dire poco nell’ambito motori, in realtà cura il search marketing per colossi del settore assicurativo, finanziario, travel, alimentare…, ponendosi di fatto come uno dei principali player della fascia alta del mercato proprio grazie alla partnership con WPP).
Se Fullsix si è subito affrettata a precisare che, nonostante la rottura tra Benatti e WPP, sia Fullsix che DMC continueranno a lavorare con le società del gruppo WPP (“non cambierà nulla” è la frase ripetuta più di frequente, secondo alcuni insider in F6), gli addetti ai lavori non escludono alcuna possibilità.
Cosa accadrebbe quindi, limitatamente al search engine marketing, se WPP “scaricasse” anche F6/DMC?
WPP è stata tra le prime holding ad acquisire, negli scorsi anni, società specializzate in search engine marketing sia negli States (dove, se non ricordo male, sono state poi accorpate in Outrider Search, braccio SEM di Mediaedge:CIA) che in UK (AdvancePositions.com).
Tuttavia nessuna di queste realtà è operativa in Italia, nonostante proprio un anno fa WPP lanciava mSearch, nei piani la SEM agency globale del gruppo (in realtà si è trattato semplicemente del rebranding di AdvancePositions.com, mossa voluta -secondo voci maligne- per rispondere all’acquisto di iProspect da parte di Aegis, holding concorrente di WPP).
In caso di rottura con Fullsix, per WPP non sarebbe facile creare dall’oggi dal domani una struttura in Italia in grado di servire le esigenze di search engine marketing di tutti i top brand che ha nel proprio portfolio. Dovrebbe quindi, per non lasciare spazio a società più piccole ma specializzate, stringere una o più partnership oppure muoversi attraverso un’acquisizione.
Nessuna delle due vie è agevole e veloce: potrebbe quindi essere che, alla fin fine, optino per mantenere l’accordo con F6/DMC almeno per un altro paio d’anni.
Poi, si vedrà.

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