Quando stamattina ho letto, nella casella di posta, un’email che mi avvisava del lancio della beta di Bing (www.bing.com), il nuovo motore di ricerca di casa Microsoft, non ho potuto non dedicarmici almeno un’ora con una serie di ricerche su un campione di miei attuali interessi sia personali che di lavoro (netbook, l’asilo per la bimba, una vettura familiare, organizzazione delle vacanze, informazioni su persone e via elencando).
Le aspettative erano discretamente alte nei confronti di un motore che Microsoft ha introdotto come il “decision engine”, caratterizzato da (cito Forrester) a new user-centric way of finding and displaying relevant search results.
Aspettative andate, in questo primo test, abbastanza deluse (almeno nella versione italiana). Ma diamo tempo al tempo.
La prima ricerca, dedicata al mio nome e cognome, è stata quella che mi è piaciuta di più, visto che nella pagina di risultati elenca esattamente nell’ordine quello che io vorrei comparisse: il mio blog, il mio sito personale, il sito dell’azienda che ho fondato, il sito del mio libro e, solo successivamente, articoli, profili su social network, interviste, citazioni etc etc. (fonti che, invece, su Google trovano maggiore risalto).
Non male, anche se ovviamente non è su questa query che va valutato un motore:-)
Niente miracoli invece facendo ricerche sul nome+cognome di mia moglie che, al contrario del sottoscritto, non “produce” molti contenuti indicizzabili: i risultati proposti sono gli stessi di Google, nessun approfondimento particolare nel cosiddetto “deep web”.
E veniamo alle ricerche di tipo “commerciale”, quelle che dovrebbero diventare il punto di forza di questo motore. Qui non mi sembra ci siano stati grandi miglioramenti, nella qualità dei risultati, rispetto al precedente live.com (che, ammetto, in questi anni non ho usato tantissimo, per la qualità deludente delle risposte).
E, soprattutto, nella beta in lingua italiana non vedo queste grandi novità che dovrebbero spingermi a lasciare il mio motore preferito per questo nuovo motore, se non come fonte alternativa (l’ho infatti aggiunto tra i motori di ricerca disponibili nella barra sia di Firefox che di Explorer).
Per ricerche con termini in inglese (es. test drive +nome vettura), laddove Google privilegia i risultati in italiano anche senza filtri particolari, Bing invece ricorre quasi subito a contenuti nella lingua anglosassone, cosa che a molti può non piacere (ma si può ovviare facilmente con l’opzione “solo in italiano”).
Se devo trovare un fattore comune alle ricerche svolte su Bing in questo ambito, è la difficoltà che hanno i siti dei produttori/aziende a trovare spazio, che si tratti di prodotti o servizi.
C’è poi una cosa che mi ha sorpreso: visto che Google ha fatto di Universal Search uno dei punti di forza, mi sarei aspettato da Bing una maggiore varietà nella tipologia dei risultati offerti (non solo link testuali, ma anche foto, news, mappe…). Poco di tutto questo su Bing: un bene in alcuni casi, un male in altri… vedremo col tempo.
Nelle tante comparazioni fatte, c’è stato un unico caso in cui Bing mi ha dato subito l’informazione che cercavo, mentre Google si è perso per il web fornendomi risultati inutili: è stato quando, dopo aver letto l’articolo dell’ultimo numero di Wired Italia su Ted Ciamillo, ho voluto trovare (da fanatico di ciclismo quale sono) quali fossero i componenti superleggeri per bicicletta che produce, di cui si è fatto cenno nell’articolo.
Non mi ha invece convinto la ricerca per notizie che, in alcuni casi di ricerche su temi di attualità, mi ha portato come nuove notizie pubblicate lo scorso anno.
In conclusione, un motore di ricerca ancora tutto da valutare (non potrebbe essere altrimenti, visto che è in beta:-), lontano dall’essere un sostituto di Google ma che vale la pena quantomeno di provare. A Seattle, in questa fase, dovranno giocoforza accontentarsi di puntare all’obiettivo che si era prefissato Ask: non tanto sostituire Google, quanto essere la seconda scelta qualora il motore di Mountain View non fornisca risultati attinenti.
Un obiettivo, questo, reso difficoltoso per Bing anche da un altro aspetto: i link sponsorizzati.
La varietà e attinenza dei link sponsorizzati, in Italia ancora affidati a Yahoo Search Marketing, è limitata; cosa, questa, che riduce le opportunità di scelta per gli utenti.



