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Della fretta di scrivere sul SEM di molti blogger

10/05/2006

Inserito in: Uncategorized

Sono in molti a lamentarsi che i blog sul search marketing sono frequentemente un semplice riprendere le news del mercato, giusto per far vedere “che sono anch’io sul pezzo”.
Quello che frequentemente capita è che, nella fretta di volerne comunque scrivere, si prenda la prima fonte che si ritiene attendibile e si posti pari pari, senza provvedere ad un minimo di verifica critica (si suppone che la veridicità sia già stata oggetto di verifica dell’autore cui si prende ispirazione). Con risultati a volte imbarazzanti.
E’ il caso di expedia.fr.
La versione francese del celebre sito di viaggi è finita nell’occhio del ciclone per una serie di post, quello di SEOblackhat tra i primi, perchè pagine poste su un sottodominio di expedia.fr dominavano (uso il passato perchè sia Google che Expedia sono intervenuti in tempi brevi) le pagine di risultati per chiavi di ricerca quali “buy viagra”, “buy cialis” e via elencando. Quale è stata la prima, semplicistica conclusione di questi blogger? Che Expedia sfruttasse il valore della propria URL agli occhi di Google per spammare in settori dove le revenues da affiliazione hanno parecchi zeri.
E, naturalmente, centinaia di blog e forum in tutto il mondo (Italia ovviamente inclusa), più o meno autorevoli, senza verificare hanno ripreso pari pari la notizia, dando inizio al “linciaggio morale” (o agli “sfottò”) di Expedia.
Avendo seguito la vicenda sia per lavoro che per interesse personale, dei molti blog che ho letto ne ho trovato solo uno, Imlog, che riportava le cose effettivamente come stavano (forse perchè l’autrice di quel post conosce il business di Expedia molto bene?;-)
“Non sapendo il francese, non potevo verificare” è stata per molti la scusante, che poi scusante non lo è affatto (anzi).

Cos’è in realtà successo? E’ successo che Expedia Francia, recentemente, ha deciso di lanciare l’opportunità per i propri visitatori, clienti e non, di aprire (gratuitamente ed in tempo reale) un blog di viaggi; una buona idea di marketing e di fidelizzazione, se non fosse che non hanno tenuto conto di una serie di dettagli, come quello di verificare le richieste di apertura di blog per evitare di diventare vittima di affiliati senza scrupoli, che non cercano altro per creare siti con cui “spammare” i motori. Cosa che poi è puntualmente avvenuta.
Inutile dire che in Francia si sono accorti della cosa solo quando sono arrivate le prime “frecciatine”, decidendo di “piallare” tutto senza troppi ripensamenti (tutti i blog sono stati di fatto temporaneamente chiusi ed i contenuti azzerati).

Questa situazione ha evidenziato una volta ancora la potenza dei blog, efficaci (e, a volte, anche pericolosi) strumenti di comunicazione ma anche di persuasione (prima o poi se ne renderanno conto anche le aziende). Quello che a volte i lettori dei blog dimenticano è di prenderne i contenuti sempre con spirito critico. Solo perchè è scritto su un blog, insomma, non è detto corrisponda sempre a verità.

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