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Don’t be evil!

17/12/2005

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Google, ma come? Ci hai ripetuto per anni l’assoluta integrità dei tuoi risultati di ricerca, per nulla influenzabili dal potere del “dio denaro”, ed ora invece scopriamo che, pur di mantenere l’accordo con AOL, darai ai contenuti di AOL un “trattamento di favore”?
Come riporta il New York Times, infatti,

Google, which prides itself on the purity of its search results, agreed to give favored placement to content from AOL throughout its site, something it has never done before.

Proprio vero: ognuno ha il suo prezzo, anche Google;-)

Aggiornamento: ovviamente l’ipotesi che Google vada a compromettere, per convenienza sua, l’integrità dei propri risultati di ricerca ha aperto dibattiti in tutto il mondo. Tra blog e forum, ne stanno uscendo fuori di tutti i colori, tra chi accusa Google e chi invece ribatte che questo deal sia unicamente un accordo di consulenza su come ottimizzare al meglio AOL per Google (anche questo: cosa che non dovrebbe essere fatta, ma che in Google, soprattutto oltreoceano, sembra facciano soventemente soprattutto per acquisire i big spendere come clienti diretti del keyword advertising).
In attesa che qualcuno di Google commenti questa frase (magari l’anti spammers Matt Cutts?), non rimane che aspettare che questo accordo, se sarà poi realmente firmato, diventi attivo e vedere cosa succederà tra i risultati di ricerca soprattutto nelle nazioni che vedono presente AOL (USA, UK, Germania e Francia le principali).

Aggiornamento 2: nonostante il tardivo tentativo di opposizione di qualche socio di minoranza di AOL, il matrimonio s’è fatto. ClickZ spiega bene i principali dettagli.

Aggiornamento 3: Marissa Mayer, una delle menti che stanno guidando lo sviluppo di Google (la rivista Business 2.0 l’ha inserita nel suo “Silicon Valley Dream Team”), sul blog ufficiale di Google ha pubblicato una presa di posizione in merito a tutte le illazioni e supposizioni che si sono fatte in queste settimane sull’accordo con AOL.
Mayer difende in particolare a spada tratta l’integrità dei risultati di ricerca, sostenendo che l’ottimizzazione dei contenuti del portale AOL fa parte di quel progetto di “organizzazione di tutte le informazioni disponibili al mondo” che Google ha anche come propria mission.

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