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Gli italiani e i motori di ricerca – edizione 2009

23/10/2009

Inserito in: SEM

I dati statistici su come gli italiani utilizzino i search engines sono sempre stati un mio pallino fin da quando, a metà dello scorso decennio, ho cominciato ad utilizzare i motori e leggevo le prime statistiche che arrivavano da oltreoceano.
Statistiche che, ovviamente, difficilmente potevano valere anche per l’Italia.
Ad esempio, il dato che già all’epoca voleva che i navigatori raramente si spingessero oltre la terza pagina di risultati risultava di difficile applicazione per un italiano che, nel 1997, si mettesse a cercare su Altavista risorse in lingua italiana: i documenti nella nostra lingua erano così pochi che, spesso, per trovarne occorreva andare ben oltre la decima pagina (i filtri per lingua, all’epoca, non esistevano ancora).
Oggi stiamo divulgando l’edizione 2009, la sesta, della survey annuale di SEMS sul rapporto che gli italiani hanno con i motori di ricerca, ricerca che può essere richiesta gratuitamente sul sito di SEMS.
Una ricerca che continuo a patrocinare con la stessa curiosità degli inizi; perchè se da una parte emerge un quadro ben noto agli addetti ai lavori e non, come ad esempio il fatto che Google sia il motore di ricerca preferito da 9 internauti su 10 (il dato è quasi plebiscitario, eppure continua a crescere di anno in anno), dall’altra non mancano quelle indicazioni che fanno capire come stia maturando il rapporto che anche in Italia abbiamo con la search.

La frequenza con la quale gli italiani usano i motori di ricerca: i search engines sono ormai di uso quotidiano

Se guardiamo ad esempio a quale sia la tipologia di contenuti che, linkata dalle pagine di risultati, sia più influente nelle decisioni e negli acquisti, emerge che in alcuni settori verticali, come ad esempio quello automobilistico, il cosiddetto “user generated content”, ovvero le recensioni, i commenti, i giudizi postati online da altri consumatori, sia di fatto quello che maggiormente guida nella scelta definitiva di una autovettura (se la vettura mi piace e anche altri consumatori in Rete ne parlano bene, allora la compro).

La tipologia di informazioni trovate attraverso i motori che più frequentemente influenza le scelte di quanti hanno cercato

Una situazione, questa, che costringe molte aziende a dover attualizzare le proprie strategie di search marketing: la sola presenza “istituzionale” tra i risultati di ricerca spesso non è più sufficiente.
Un altro dato interessante riguarda la sempre maggiore fruizione degli elementi “non tradizionali” nelle pagine di risultati: è cresciuto infatti il numero di quanti, nella pagina di risultati di Google & co., hanno cliccato su mappe e immagini (entrambi 70%) , news (42%), video (41%).
In leggera controtendenza, invece (considerando che, da qualche anno a questa parte, tutti ne aspettano il “boom”), la “local search”.
Il dato che invece mi preoccupa di più, in quanto a capo di un’agenzia che si occupa di marketing e advertising anche se limitatamente ai motori, è quello sul numero di utenti che, dopo aver cercato e trovato un prodotto nei motori (attraverso i risultati naturali o i link sponsorizzati), lo acquistano successivamente da un altro computer.
Un comportamento che, stando ai dati emersi dalla ricerca, è proprio del 22% degli italiani online.
Se a questo numero aggiungiamo quanti, per quanto nello stesso computer, si muovono su browser differenti, oppure cancellano periodicamente i cookie o, ancora, utilizzano i nuovi browser nelle modalità “privacy/anonime” (con cancellazione dei cookie al chiudere il browser), ecco che il numero di conversioni di cui si rischia di non poterne attribuire la paternità sale a quasi 1 su 4, ben il 25%. Un numero tanto elevato da far sballare qualsiasi tentativo di corretto calcolo dei costi di acquisizione o del ROI sulle attività di advertising.
Di spunti comunque non ne mancano e potrei andare avanti a scrivere ancora a lungo; di seguito riporto alcuni dati salienti di questa edizione 2009, per il resto ti rimando direttamente al documento.
Concludo ringraziando le ragazze di OTO per il prezioso supporto nella stesura di questa ricerca.

Alcuni dati rilevanti:

  • Per il 67%, i motori sono lo strumento principe per reperire informazioni essenziali in vista dell’acquisto di un prodotto o di un servizio.
  • Lo 89% degli italiani sul Web utilizza quotidianamente uno o più motori di ricerca.
  • Cresce ancora la percentuale di italiani che hanno in Google il motore di ricerca preferito: ora sono il 91%.
  • Il 68% di quanti lo preferiscono dice che è quello che offre i risultati di ricerca migliori.
  • Alla domanda su quali caratteristiche dovrebbe avere un nuovo motore di ricerca per soppiantare Google dai loro cuori, il 48% degli intervistati ha risposto “offrire risultati migliori”; il 41% “consentire di selezionare la tipologia di fonti da includere o escludere”; il 36% un più efficace sistema di suggerimenti per aiutare a capire quali parole chiave utilizzare”.
  • L’87% degli italiani online ricorre ai motori di ricerca per trovare informazioni su prodotti/servizi che sta valutando di acquistare, indipendentemente dal valore e da dove avverrà la transazione.
  • Cresce il numero di italiani che utilizzano postazioni (o strumenti) diversi in fase di ricerca e in fase di acquisto: ora sono il 22%.
  • I prodotti più frequentemente acquistati dopo una ricerca nei motori? Elettronica 52%, Telefonia e accessori 50%, viaggi 48%.
  • Il 61% dei rispondenti ha segnalato in una o più occasioni, attraverso i social network, le informazioni trovate attraverso i motori e ritenute utili anche per la sua comunità di amici. Facebook il più utilizzato (51%), seguito da MySpace (19%) e NetLog (6%).

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