Come ho scritto più volte nei giorni scorsi, al recente SES di New York uno dei catalizzatori dell’attenzione degli spender in keyword advertising è stato il nuovo MSN AdCenter, ancora in fase di beta negli USA e caratterizzato dalla possibilità di poter fare delle scelte sociodemografiche in fase di impostazione della campagna (è possibile, attraverso i dati di quanti fanno il login a Passport prima di navigare, fare in modo che un certo link sponsorizzato compaia solo a chi ad es. è maschio di una certa fascia d’età). Impossibile sapere, visto che i referenti di MSN hanno sempre risposto picche alla domanda, quale percentuale di navigatori sia effettivamente profilata sul totale di chi cerca su MSN Search.
Ora leggo e vedo nel mio pannello adwords (ho l’abitudine di accedere al pannello in lingua inglese, non so se lo stesso box di alert sia disponibile in lingua italiana) che anche Google, per non essere da meno, ha aggiunto opzioni demografiche (disponibili per ora solo per chi pianifica campagne verso gli Usa) al suo Site Targeting: è possibile cioè ora scegliere i siti su cui far comparire il proprio advertising (grafico o testuale, pagato a CPM) non più solo in base ai contenuti di questi, bensì ora anche sul profilo demografico di chi li naviga. A fornire i dati demografici è comScore Media Metrix, attraverso il proprio panel di utenti monitorati.
Solo il tempo potrà dire se questa novità sia realmente utile a chi pianifica AdWords: se i pareri sul content targeting di Google sentiti all’ultimo SES sono sempre più negativi che positivi (nella sessione dedicata alla click fraud, molti inserzionisti si sono lamentati che i maggiori tentativi di frode arrivano proprio dai siti di contenuti), il site targeting finora sembra addirittura più un flop che un reale vantaggio; di certo la qualità di molti siti proposti da Google non aiuta, ma questo è anche questione di tempo.