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Grand Prix della Pubblicita’

17/05/2005

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Piccola “incursione” ieri sera, per il sottoscritto, nel mondo della pubblicita’ offline.
Invitato a far parte della giuria, sono infatti andato a seguire il Grand Prix della Pubblicita’, occasione per vedere e conoscere un po’ di facce nuove (ok, non proprio tutte nuove; e’ stata l’occasione per incontrare dopo molto tempo una mia ex collega dei tempi di Datanord ed InferentiaDNM).
Non mi e’ piaciuto lo spot tv vincitore finale del premio, quello di Sky con il bambino che va a dormire nel lettone dei genitori portandosi dietro il suo elefantino di compagnia. Ma qui forse sono condizionato dal fatto che non mi piace l’idea semplicistica, per i genitori, di “parcheggiare” tutto il giorno il bambino davanti alla televisione.
Fuori dal podio, abbastanza a sorpresa (almeno a giudicare anche dal clamore del pubblico), lo spot di Telecom Italia “comunicare e’ vivere”, firmato in regia da Spike Lee e con testimonial il Mahatma Gandhi.
Probabilmente, nella votazione, una parte della giuria ha fatto valere in negativo la manipolazione strumentale (ad uso e consumo, ovviamente, di Telecom Italia) delle parole di Gandhi sul concetto di unitarieta’ del mondo. Messaggio che, criticano molti, e’ difficile da comprendere nello spot, perche’ spesso coperto dalla musica di fondo.
Spot televisivi da valutare a parte, e’ da tantissimo che non passavo due ore a sbellicarmi dalle risate come ieri sera. Merito di un Piero Chiambretti, conduttore dell’evento (assistito da Lubamba; chi segue Markette su La7 sa di chi parlo), in grande serata, capace di “massacrare” e dissacrare con ironia il ruolo della pubblicita’… pur essendo al gala’ della pubblicita’:-)
Tra i premiati a margine, anche Claudio Cecchetto (cambiera’ mai pettinatura?) per i 30 anni della radio commerciale.

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