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Il SEM? Le aziende preferiscono gestirlo in casa

20/12/2005

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Questo pomeriggio, leggendo la newsletter mensile di SEMPO, la mia attenzione è caduta su un aspetto dei risultati della ricerca annuale sullo stato del mercato del search engine marketing (commissionata da SEMPO il mese scorso), aspetto che mi era sfuggito durante la presentazione dei risultati della survey alla recente riunione di Sempo a margine del SES di Chicago (mi è sfuggito forse perchè la riunione di Sempo era più incentrata sul bere che sul presentare? Forse perchè non c’erano proiettore e maxischermo ma semplicemente un portatile con monitor da 15″ che Kevin Lee e Dana Todd, da sopra un tavolo manco fossero table dancer, si illudevano fosse visibile al centinaio di persone sottostante? Forse perchè mentre i relatori parlavano, i gestori della grande sala che ci ha ospitati hanno lasciato a lungo andare una musica di sottofondo che di fatto copriva le voci dei relatori?
Insomma, l’aspetto organizzativo poteva essere più curato, soprattutto considerando che quell’evento doveva servire a reclutare nuovi associati:-)

Tornando al punto, dalla ricerca è emerso un aspetto di cui anche in Italia noi addetti ai lavori ci siamo accorti: le aziende, soprattutto quelle che operano prevalentemente online, cercano di internalizzare la maggior parte degli aspetti del search engine marketing, keyword advertising in primis, all’insegna del “nessuno conosce il mio business meglio di me, quindi è meglio che faccia io anche il kw adv”.
Una propensione che nel 2006 andrà in crescendo, con l’ovvio risultato che (cito la frase di chiusura del resoconto nell’email di Sempo) “SEM agencies may see a decline in business as a result“.

Questa propensione non deve meravigliare più di tanto, anche perchè ormai i search marketer “in house” hanno a disposizione, a prezzi sempre più contenuti, tutta una serie di tool che prima, per i loro costi o per la difficoltà a svilupparli internamente, erano quasi esclusiva delle agenzie SEM più grandi.
Alcune di queste aziende contattano agenzie SEM per avere un supporto consulenziale (e, in qualche caso, anche formazione) in fase di implementazione della campagna; in altri casi le agenzie SEM, come è capitato a noi di Sems in un paio di occasioni, sono state contattate per dare supporto all’azienda nella scelta e test della piattaforma di bid management più idonea ai propri obiettivi, alle proprie esigenze ed al budget a disposizione (le piattaforme non sono tutte uguali); oppure, più semplicemente, per settare le strategie da adottare con la piattaforma (strategie basate sul bid, sulla concorrenza, sugli orari della giornata e sui giorni della settimana, sul ROI, sul CPA, sul CPL… insomma, ce n’è per tutti i gusti:-)

Che poi, internamente, le campagne siano gestite meglio e con maggiore profitto che attraverso un’agenzia è tutto da vedere e dimostrare: ci sono casi esemplari di successo (ups, non me ne vengono in mente:-), ma anche di fallimento; basta navigare tra i risultati di ricerca per trovare facilmente esempi di quanta improvvisazione ci sia nella gestione di campagne di search advertising.
Per dare l’idea: chi ha seguito i miei seminari allo Smau ed allo IAB Forum si ricorderà, probabilmente, dell’esempio che ho fatto del sito di ecommerce di articoli sportivi che compare per una certa parola chiave che con gli articoli sportivi non ha alcuna attinenza. Ebbene, qualche giorno fa mi è capitato di vedere il link sponsorizzato della stessa azienda pubblicato a margine di un articolo di repubblica.it che parlava di un grave episodio di violenza. Anche qui, attinenza zero.

Vita sempre più dura, quindi, per le agenzie di search marketing?
In realtà non credo; internalizzare la gestione del search marketing può avere costi elevati, cui si aggiungono i costi ed il tempo necessari per l’aggiornamento delle risorse, considerando che il mondo dei search engines cambia con una frenesia tale…
quindi anche le società che internalizzano la gestione avranno bisogno, con sempre maggiore frequenza, del supporto consulenziale delle agenzie specializzate, per non rimanere troppo indietro o per essere all’avanguardia rispetto ai loro competitors.

Aggiornamento del 09/01/2006: ClickZ approfondice l’argomento in un articolo di Kevin Newcomb.

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