Che in un periodo particolare come questo, guardare all’efficacia e all’efficienza degli strumenti di promozione utilizzati sia di vitale importanza non sono certo io il primo a dirlo. Ed a beneficiarne è stato soprattutto la SEO.
Anche da noi in Italia, in quest’ultimo anno in particolare, è cresciuta sensibilmente la richiesta di strategie che includano anche la search engine optimization, prima spesso ignorata.
Una crescita tanto consistente che, di recente, negli USA il SEO avrebbe superato addirittura il keyword advertising come numero di aziende che vi investono.
E’ quanto emerge dal recente report di Forrester “Interactive Marketing Channels to watch in 2009“, basato sulle interviste (svolte a Marzo 2009) ad un campione di 204 responsabili marketing di aziende USA con più di 200 dipendenti.
Nell’edizione di quest’anno, per la prima volta il SEO sorpassa il keyword advertising non soltanto come numero di aziende che lo hanno adottato (81% SEO contro 80% kw adv), ma anche come ipotesi di utilizzo da parte delle aziende che non si sono ancora mosse: il 12% degli intervistati ha in programma di investire in search engine optimization nei prossimi 12 mesi, contro il 6% del search advertising.
Solo l’email marketing (soprattutto in ottica di customer retention) supera, come utilizzo attuale (93% degli intervistati), il search marketing.
Secondo Shar VanBoskirk, l’analista di Forrester che ha curato questa ricerca, “i responsabili marketing in questo periodo preferiscono andare sul sicuro puntando su email e search, aspettando il rilancio dell’economia per muoversi con nuovi strumenti come video online e mobile marketing. Per quanto riguarda il sorpasso del SEO sul keyword advertising, probabilmente è dovuto alla sua cost-effectiveness.”

Ulteriori dettagli a questo scenario arrivano da un altro report che Forrester ha presentato sempre in questi giorni, lo State of retailing online 2009: marketing realizzato per conto di shop.org, la più rilevante community internazionale per chi si occupa di digital retail, con l’obiettivo di fornire dei benchmark a chi opera nel B2C.
Il search advertising, stando agli operatori del settore intervistati, continua ad essere lo strumento preferito per l’acquisizione di nuovi clienti, anche se (cito Forrester)
(Search advertising) loses ground to natural search. Because of the technical complexities involved with natural search optimization (which often means a redesign of key site pages), far fewer retailers say that they engage in natural search optimization, compared with paid search. However, search engine optimization (SEO) has generally been regarded as an extremely successful and cost-effective (if a somewhat labor-intensive) tactic. Consequently, as key pages or items from a site are indexed, the need to rely on paid search naturally becomes less pronounced. Retailers are beginning to recognize this benefit, and a somewhat greater percentage of retailers in our survey said that they are planning to focus on natural search optimization (78%) in 2009, compared with paid search (70%).
Tornando alla prima ricerca citata, in netto calo, ma questa non è una novità, il disply advertising.
Da segnalare invece come le società più piccole tra quelle rappresentate in questo panel siano le più attive sul fronte dei social media: il 90% delle aziende USA intervistate con meno di 1.000 dipendenti creerà, entro la fine dell’anno, applicazioni social.