E' iniziata sotto la pioggia la seconda giornata del SES a Londra. Ma d'altronde non c'è da meravigliarsi, visto che siamo a Londra. Fortunatamente la giornata si è poi ripresa, così da consentire di andare in serata in centro a festeggiare San Valentino senza l'obbligo dell'ombrello.
La seconda giornata del SES è invece iniziata con la presentazione dei dati della survey di SEMPO sul mercato europeo. Causa impegni di lavoro me la sono persa, ma conto nei prossimi giorni di riprendere l'argomento per un post ad hoc.
Parlandone col buon
Mauro Lupi, mi ha riferito che i risultati per l'Italia sono interessanti, nonostante il numero non elevato di risposte ricevute (ma, una volta tanto, abbiamo fatto meglio di UK e Germania;-).
Non mi sono invece perso il keynote di
Matt Cutts, sempre sorridente e pronto alla battuta (ma ben lungi dal comunicare cose che già la comunità SEO non sappia;-)
Tra l'altro, il nostro Roberto (uno dei SEO di Sems con me all'evento) alla fine è riuscito ad avere con lui una conversazione "face to face" in cui gli poneva in tempo reale le domande che arrivavano via SMS dalla nostra sede milanese. Anche qui, massima disponibilità da parte di Matt, caratteristica che fortunatamente non ha perso negli anni con la crescita di Google.
Chi fosse interessato a leggere un resoconto del Keynote lo può trovare sull'onnipresente
SERoundtable, così come anche sul blog
SEOmoz.
Personalmente, la sua risposta che più mi ha colpito positivamente è stata quella alle caratteristiche di un bun SEO che, per Cutts,
"non è colui che passa il tempo a fare reverse engineering, ma colui che sa capire quali potranno essere i cambiamenti (social bookmarking etc) e come adattare di conseguenza la propria attività; inoltre non targetizza solo la web search, ma anche le altre opportunità che ormai si offrono (mobile, video, news, local)"
,
un'idea che da anni condivido, e su cui si basa anche il recruitment in SEMS (fondamentale la "forma mentis" di chi vuole fare il lavoro di SEO).
Spassoso anche il racconto di Matt sullo spam che riceve da parte di aziende (o presunte tali) che vogliono vendere l'indicizzazione su XXX migliaia di motori di ricerca o servizi SEO a posizionamento garantito.
Che anche a Google mandassero email del tipo "Caro Google, cercandoti su Google ho visto che non compari come dovresti o non sei proprio indicizzato. Sappi che con noi..." lo ho raccontato più volte in passato. Quello che non sapevo è che Matt, che in Google si occupa di lotta allo SPAM, abbia l'abitudine di rispondere a queste email, fingendosi interessato e chiedendo qualche esempio di attività di questi spammer. Incredibile a dirsi, quasi 2/3 di questi gli rispondono con esempi, che poi ovviamente Matt utilizza come benchmark (e contro di loro;-).
Quanto alle altre sessioni, interessanti gli sviluppi del Video SEO, settore in cui tra l'altro si inizia a parlare anche di product placement (esistono già casi di filmati su YouTube che sono voluti e realizzati da case produttrici di prodotti di vario tipo), quindi non mi meraviglierei se adesso le società specializzate non si limitassero più ad inserire la Panda o l'Omega SeaMaster nel film di 007, ma dessero maggiore peso anche al web ed al fenomeno YouTube in particolare (sicuramente alcune già lo fanno).
Oggi giornata di chiusura dell'evento, che vivrà la prossima tappa europea a fine marzo a Monaco di Baviera.
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Eccomi qui a raccontare la prima giornata dell'SES di Londra, prima tappa europea di questo 2007 del Search Engine Strategies, che a fine maggio
arriverà anche in Italia.
La nuova sede dell'evento, l'ExCel, centro conferenze il cui nome evoca a molti ore ed ore passati sul celebre foglio di calcolo di casa Microsoft, ha i suoi pro ed i suoi contro: è comodissimo da raggiungere atterrando all'aeroporto di London City, e si presenta imponente all'esterno. Ma all'interno è un vero mortorio, visto che i tanti bar, ristoranti e negozietti sono tutti (salvo qualche rara eccezione) chiusi, e la sua dislocazione alla periferia londinese richiede un po' di tempo se si vuole poi raggiungere il centro (tra l'latro, il costo dei mezzi pubblici, qui a Londra, li rende poco "pubblici":-).
Passando alla manifestazione, la prima cosa che salta all'occhio è la contrazione dell'area espositiva. Lo scorso anno gli espositori erano molti di più e con stand appariscenti (MSN, Yahoo, Google, Greenlight quelli che colpivano maggiormente). Quest'anno sembra dominare la sobrietà, e mancano la maggior parte delle agenzie SEO/SEM; gli espositori sono prevalentemente fornitori di tecnologia, web analytics su tutti.
Gli interventi: non è possibile dare un giudizio oggettivo sugli interventi di questa prima giornata, visto che i feedback avuti chiacchierando nell'area espositiva o tra i banconi del coffee break sono stati discordanti: ad alcuni sono piaciuti, altri li hanno trovati molto "basic", ma su questi giudizi pesano sempre molto ovviamente le aspettative.
Tra le cose che mi sono segnato, molte riguardano la sessione di case studies e quella, per me "mitica" ed imperdibile (visti anche i relatori ed il fatto che non ci sono schemi predefiniti ma si va a braccio) del forum sui risultati naturali. Nella prima, molto interessante lo showcase di Chevrolet, presentato da Jaime del Valle Sansierra, manager direct marketing Europa della casa automobilistica.
"Internalizzare il SEM o darlo in outsourcing? Il nostro lavoro è quello di vendere automobili, quindi è su questo che dobbiamo focalizzarci ed è sugli indicatori di performance riconducibili a questo -anche se noi non vendiamo online- che dobbiamo misurare i risultati, non su semplici CTR o impression. Le agenzie ed i fornitori con cui lavoriamo devono quindi portare valore, e capire che non possono aspettarsi lo stesso supporto nelle diverse country, visto che il personale che abbiamo ad esempio in UK non è lo stesso e non lavora alla stessa maniera di quello di un paese, ad esempio, dell'Est europeo."
Come convincere poi gli "sponsor" interni all'azienda sulla necessità di investire in search marketing? La risposta più onesta ed immediata è arrivata da Audrey Benoit di SN Brussels Airlines.
"Mi dispiace dirlo, ma nella maggior parte dei casi alle alte sfere non hanno tempo ed interesse a mettersi a leggere proiezioni ed analisi di mercato. Molto più efficace e diretto fare uno screenshot di una pagina di risultati di Google per una parola chiave che ci riguarda ed evidenziare che noi non ci siamo, mentre i nostri competitors si. Un sistema che nella maggior parte dei casi smuove le acque e ti garantisce i necessari finanziamenti."
Nella sessione sulle campagne multi-country sono emersi due aspetti interessanti: che la lingua italiana (e generalmente quelle latine) è quella, tra le principali, che ha la "long tail" di parole chiave (il numero complessivo di chiavi di ricerca diverse che possono portare traffico per un argomento) più corta, mentre la coda più lunga è quella delle lingue germaniche; e che, purtroppo, anche all'interno dell'Europa l'Italia è considerata un mercato secondario: UK, Germania, Francia e persino Spagna sono i "fab four"...
Ci si consola (della serie: meglio di niente:-) con la citazione che, nel corso della sessione sul local search, è stata fatta dell'ottimo lavoro portato avanti da Seat Pagine Gialle per
Visual e le sue mappe.
E passiamo al forum sui risultati naturali, dove in alcuni casi ho realmente riso come in occasione dello show di Fiorello al lancio di Vista. E' la sessione in cui i relatori, tutti SEO che non hanno peli sullo stomaco, massacrano e dissacrano miti e leggende del nostro lavoro.
La palma della battuta più bella della giornata va a Mikkel deMib Svendsen:
"Per favore, non continuate a fissarvi con il Pagerank di una pagina, non c'è alcun fondamento scientifico sul valore mostrato dalla toolbar. Io paragono sempre il PR all'oroscopo: una cosa per divertirsi, nulla più"
.
Chris Sherman, per sottolineare questo fatto, ha evidenziato come il PR di Google Images sia "zero" ("forse sono stati bannati per tecniche illecite", il commento ironico di David Nailor), anche se in questo caso la barra bianca è determinata dai paametri dinamici nella URL che viene chiamata dalla homepage di Google, non da un reale valore nullo (togliendoli, il valore è 9/10... fuffa comunque:-)
Come era già stato a Chicago, quando ero seduto accanto ad Adam Lasnik, anche questa volta a 2 sgabelli di distanza avevo un rappresentante di Google, in questo caso Vanessa Fox (con la cintura blu
nell'immagine), product manager di Google Webmaster Tools.
Anche stavolta è stato bello guardare la faccia dei rappresentanti di G quando, sul palco, non si parlava sempre in termini positivi dei prodotti di Google (in quest'occasione delle sitemaps), o quando si è ipotizzato lo scenario del search marketing da qui a 10 anni, che in molti in platea hanno auspicato non dominato da un solo player come accade oggi.
Oggi seconda giornata. Si inizia presto, alle 8, con il SEMPO meeting. Poi c'è anche da pensare al regalo di rito per San Valentino, essendoci anche mia moglie con me a Londra:-)
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