Tra le cose belle del Web vi è sicuramente quella di avere un accesso più agevole e veloce alle informazioni di cui abbiamo bisogno, e da quando vi sono piattaforme (blog, forum, wiki, sistemi di condivisione di bookmarks, foto e video…) che hanno semplificato la produzione di contenuti anche agli utenti più ignari di HTML e sistemi di content management, il materiale a disposizione tra cui cercare è cresciuto all’ennesima potenza.
Non sorprendono quindi i risultati pubblicati nei giorni scorsi da Digital PR, sull’elevato grado di influenza che il cosiddetto user generated content ha ormai raggiunto nei processi di acquisto. La gente non si limita più a cercare le informazioni su di un rodotto sul sito del produttore, ma vuole anche leggerne recensioni e “prove su strada” di terzi e, soprattutto, vuole leggere cosa ne pensino quegli utenti che hanno già acquistato il prodotto.
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La ragione per cui ne parlo in un blog sul search marketing è semplice. Come anche scritto nel mio post precedente, e confermato anche dai risultati dell’edizione 2008 della ricerca su come gli italiani utilizzano i motori, affidata quest’anno ad OTO Research ed i cui risultati saranno divulgati nelle prossime settimane, nella maggior parte dei casi gli utenti arrivano a questi contenuti in seguito ad una ricerca su Google o su altri motori.
E la grande rilevanza che questi contenuti spesso hanno agli occhi dei motori “costringe” molte aziende a richiedere il supporto di agenzie SEO per dare rilevanza, nelle pagine di risultati, al loro sito per i nomi dei loro stessi prodotti.
Se una volta si dava per scontato che, nei motori, cercando il nome del prodotto/servizio o la combinazione brand azienda + nome prodotto/servizio, il sito aziendale comparisse di default in testa ai risultati, oggi per quelli più popolari e discussi in rete spesso non è più così; non è infrequente il caso che il sito aziendale sia relegato nella X pagina di risultati, preceduto da una lunga lista di link ad articoli su quotidiani online, post su blog di vario tipo, interventi e commenti su forum o siti di comparazione, siti di fan dell’azienda o del prodotto, siti di affiliati e via elencando… e visto che per la Legge di Murphy applicata ai motori, è (molto) più facile che ad ottenere ottima visibilità nei motori sia un commento negativo rispetto ad uno positivo, e che tra i commenti negativi quello più visibile sarà quello che ha un maggiore impatto negativo nel processo di decisione e di scelta del possibile cliente…



