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Dove va Google? La mia presentazione al Summit Turismo 2011

19/02/2011

Inserito in: Conferenze,SEM

Parlare dell’evoluzione nel breve, medio e lungo periodo di Google richiederebbe ore, se non interi pomeriggi (come capita nei brainstorming con i clienti), visto che il colosso di Mountain View è una fucina di idee e progetti.
Certo, non sempre sono idee di successo (e se proprio non funzionano, “fail fast, fail smart” è uno dei mantra di Google) e spesso non sono (o sembrano) coordinate tra loro, tanto è vero che in Google hanno dovuto organizzare un meeting settimanale del top management, Execute, per muoversi in maniera coordinata su tutti questi fronti. Ma non si può negare che non stiano lavorando a pieno regime sia per fornire agli utenti la migliore search&user experience, sia per rendere ancora più profittevoli le proprie soluzioni di advertising.
Tutto questo scenario ho cercato di riassumerlo nei circa 10 minuti a disposizione per il mio intervento, identificando quei temi in grado di offrire spunti ad una platea di operatori del mondo del turismo (o aspiranti tali). Incominciando da quanto Eric Schmidt, ancora per un mesetto CEO di Google, ha preannunciato come direzione futura di Google nella search, quella di voler arrivare a fornire agli utenti informazioni, risposte, dettagli… il tutto prima ancora che si mettano a digitare una parola chiave. Le informazioni che Google possiede (“con il vostro permesso”, ha poi specificato successivamente in più occasioni Schmidt, visti i mal di pancia scatenati in chi si occupa di privacy) sono infatti tante e tali che, elaborate da algoritmi predittivi sulla base dei comportamenti in evoluzione di ogni utente e sulla sua posizione geografica, potrebbero consentire di indicare ad ogni utente cosa potrebbe fare in ogni momento. In sostanza: anticipare le esigenze in nome della velocità (non senza generare perplessità).
Un possibile sviluppo di questo obiettivo potrebbe essere il “contextual discovery” (in sostanza: i risultati di Google senza la necessità di cercare) a cui sta lavorando da qualche mese Marissa Mayer. Un cambiamento che sarebbe epocale per la search che, da sempre pull (l’utente chiede, il motore risponde), diventerebbe push, con annessi rischi di intrusività. Proprio l’output, il come saranno erogate queste informazioni su pc, su tablet, su smartphone, sancirà il successo o meno di questo progetto.

Poi c’è tutto l’aspetto social (Google +1 il progetto di punta), in cui Google deve recuperare dopo una serie di mosse di scarso successo (es. l’acquisizione di Orkut). Questo sia per poter raccogliere ancora più dati sugli utenti e sulle loro connessioni, grazie ai quali costruire dei risultati di ricerca che siano ancora più “su misura” e soluzioni di advertising ancora più efficaci e remunerative, sia per non lasciare il campo troppo aperto a Facebook, la cui crescita preoccupa non poco le alte sfere del motore di ricerca (definizione riduttiva, lo so) di Mountain View.
Infine ho fatto una veloce carrellata sui cambiamenti e sulle innovazioni più recenti (Instant, Instant Preview…), con le opportunità e i rischi correlati. Anche qui ci sarebbe stato molto da parlare, tanto in ottica SEO (es. sui “segnali social” che influenzano il ranking) che di advertising… ma non ne sarei uscito più:-).

Queste le slide che ho usato per la presentazione.

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Gaia February 19, 2011 at 12:49

Grazie!
Spunti interessanti, come sempre.

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