Simpatico e piacevole da leggere (soprattutto se si e’ un addetto ai lavori:-) il post di eDentity Coach sul processo a Google Adwords.
L’ho letto con curiosita’ ed interesse
1) sia perche’ reduce, venerdi’ scorso, dall’ennesimo incontro con un prospect (azienda b2b) che preferisce vedere il proprio sito web tra i risultati organici, visto che e’ convinto che il suo target non sia cosi’ propenso a dare importanza ai link sponsorizzati;
2) sia perche’ la prossima settimana pubblicheremo il secondo estratto della survey 2005 di Sems e Nextplora, dedicata proprio al rapporto che gli utenti italiani hanno con i risultati organici di ricerca e con i link sponsorizzati.
Personalmente, come ribadisco ormai da anni, sono dell’idea che i due strumenti (link naturale e link sponsorizzato) possano e debbano essere complementari, visto che offrono possibilita’ differenti, tempi ed approcci differenti ed avvicinano gli utenti target in diversi momenti del loro processo decisionale.
Poi, ovviamente, molto dipende anche dal budget che un’azienda ha a disposizione e da quanto “sofisticato” e’ il cliente di servizi SEM: se gli basta esserci, nella pagina di risultati, o se e’ in grado di dare un preciso valore alla sua presenza tra i risultati organici e/o sponsorizzati, attraverso un’approfondita misurazione dei risultati e KPI (key performance indicators)ad hoc per il business che vuole promuovere.
Anche in Italia, ormai, molti dei principali inserzionisti di Adwords, Overture & co. si muovono anche tra i risultati naturali attraverso l’ottimizzazione ed il posizionamento dei siti corporate e/o di prodotto; i risultati migliori li ottengono quanti riescono ad utilizzare al meglio i dati che ottengono dai due canali e, per fare questo, l’apporto di una SEM agency e l’utilizzo di idonei strumenti di misurazione puo’ essere fondamentale.



