Proprio qualche settimana fa raccontavo ad un mio collega di tutti i problemi avuti lo scorso anno per far scomparire da Google quello che era il mio sito personale di quando ero ciclista, sito che ovviamente compariva in testa per la chiave “Marco Loguercio” e poco in linea con quanti invece cercano maggiori informazioni sul mio attuale lavoro.
Le avevo provate tutte (robots.txt, noindex in ogni pagina, richiesta di removal URL…) ma con scarso successo: il sito era sempre lì, con la description presa dal listing di DMOZ. Alla fine, per riuscire nell’impresa, fui costretto a spostare il tutto sotto un’altra URL.
Ora, leggendo vari blog statunitensi, apprendo invece di come -a sorpresa per gli stessi addetti ai lavori- Brett Tabke sia riuscito in pochissimo tempo a far uscire da Google l’intero suo sito webmasterworld.com, una delle più note comunità online per webmaster e SEO, composto di quasi 2 milioni di pagine.
Oilman, nel suo blog, ha una cronologia dei tempi rapidi di uscita di Webmasterworld.com dall’index.
Puoi vedere qui (se hai i dati di login al forum e tempo da dedicare alla lettura degli oltre 130 interventi) le spiegazioni di questa decisione, riassumibile in troppi problemi di traffico derivanti dai crawler e dal site search.



