Mi ha fatto piacere essere stato invitato da Deborah e dal team di MyMarketing.net a parlare di search marketing per la promozione turistica all’interno di Omnicom Expo.
Mi ha fatto piacere non solo perchè il turismo -oltre ad averlo io a cuore in quanto altoatesino e imparentato con albergatori- è uno dei settori in cui noi di SEMS lavoriamo di più, e quindi ne conosciamo bene le dinamiche e le complessità; ma anche perchè è stata l’occasione per entrare in contatto diretto con i piccoli operatori del settore, presenti abbastanza numerosi in sala, con i quali è sempre utile confrontarsi.
Un lavoro, quello che queste persone si trovano a dover portare avanti, tutt’altro che semplice. C’è infatti la volontà, anche per le strutture più piccole, di farsi conoscere via Internet direttamente al mondo, evitando l’intermediazione di tour operator e affiliati vari (le cui commissioni sono spesso onerose); ma il settore è estremamente competitivo e le barriere d’ingresso -investimenti in primis- possono essere veramente elevate.
Non possono nemmeno contare sul supporto di un sistema paese, nonostante il turismo sia una delle voci che hanno la maggiore incidenza sul PIL.
Mi resi veramente conto di questo quando lavorai per la promozione del portale turistico della Regione Liguria: la voglia di fare c’era da parte loro, ma la burocrazia e l’inesistenza di un reale coordinamento a livello nazionale creavano una lunga serie di inefficienze. Un vero peccato, perchè erano emerse potenzialità notevoli; quelle stesse potenzialità che in altre nazioni, anche solo oltralpe, hanno compreso meglio di noi e sfruttano meglio di noi.
Tornando alla mia presentazione, con solo una decina di minuti a disposizione mi sono potuto limitare solo ad una visione dall’alto e a fornire alcune indicazioni su trend che all’estero stanno funzionando (es. Facebook e Twitter, i cui contenuti finiscono poi anche nei motori) e a rispondere a qualche domanda.
Tra i commenti ed esperienze che ho sentito dalla platea, è emerso come, per molte di queste, TripAdvisor sia l’equivalente della guida Michelin (che, però, si affida a professionisti per le recensioni) per i ristoratori: un buon giudizio ne decreta il successo, una stroncatura ne decreta la fine (quantomeno online).
E non sono mancate le accuse, neanche troppo velate, al fatto che molte recensioni siano costruite ad hoc in negativo da concorrenti, e che in casa TripAdvisor farebbero troppo poco sia per limitare questo fenomeno, sia per consentire ai titolari delle strutture di poter aggiornare le proprie informazioni (è emerso un caso specifico relativo alla nuova gestione di una struttura alberghiera, che paga però su TripAdvisor i commenti negativi legati alla gestione precedente).
Personalmente è da anni che utilizzo Tripadvisor a supporto delle mie prenotazioni alberghiere (che, però, non avvengono mai attraverso questa piattaforma), siano queste per trasferte di lavoro che per vacanze con la famiglia; con l’esperienza ho capito quali criteri valutare nel leggere le recensioni di una struttura, e finora mi è sempre andata bene. Ma è anche vero che sono di una generazione che, una decina di anni fa, ne ha viste e combinate di cotte e di crude nelle discussioni su forum e gruppi, quindi sa che le recensioni negative (così come quelle “super positive”) “ad hoc” esistono. Cosa che, invece, un utente saltuario del Web potrebbe ignorare, e su quei commento negativi basare la decisione di non alloggiare in quella struttura.
L’ultimo appunto di questa sessione ha riguardato l’utilizzo di Flash per la creazione di siti e le problematiche di indicizzabilità. Alla domanda che mi hanno posto, se usare o meno Flash per realizzare un sito e cosa ne pensassi, ho risposto quello che rispondo sempre: che personalmente, se l’obiettivo è anche la visibilità nei motori, a un sito completamente in Flash preferisco un sito che includa filmati flash in una struttura HTML, per tutta una serie di ragioni: l’aspetto estetico molto spesso non è per nulla inferiore a quello di siti interamente in flash, ma il traffico dai motori ne guadagna.
Una persona dalla platea mi ha invece fatto notare come esistano ottimi siti di strutture alberghiere (anche altoatesine, ha precisato) interamente in Flash con ottimi ranking nei motori; questo perchè fatti bene e con criterio.
Premetto che non è stato portato alcun esempio pratico, e che il concetto di “ottimi ranking nei motori” è molto soggettivo (per molti, il comparire in prima posizione per il proprio nome è indice di ottima visibilità nei motori; per me, è invece semplicemente il minimo indispensabile:-), sono sicuro che ne esistano, anche se personalmente non ne conosco, nonostante screening frequenti (per Expedia, nostro cliente, abbiamo una mappatura dello scenario italiano di alberghi e hotel).
Così, mentre nel corso dell’evento parlavano gli altri relatori, io via Messenger ho chiesto ad alcuni miei amici albergatori se conoscessero qualche sito di hotel interamente in flash che li avesse impressionati per visibilità. La risposta è stata negativa, anzi: il buon Igor, attento osservatore dello scenario online (per chi era presente alla conferenza: è lui che ha ideato il portale dove è possibile organizzare la vacanza e trovare tutto in camera, di cui ho parlato) mi ha risposto: “nessuno: in compenso Andrea si lamenta di quanto sia crollato il traffico dai motori da quando ha rifatto in flash il sito del suo Melodia del Bosco“.
Ecco: Igor mi ha suggerito l’esempio perfetto di come non debba essere -se ci teniamo alla visibilità nei motori- un sito interamente in Flash:
- i contenuti non devono essere tutti inclusi in un unico filmato flash in un’unica pagina, come avviene in questo caso; questo non favorisce ad es. il bookmarking della pagina di interesse, senza considerare il fatto che non si possono sfruttare alcuni accorgimenti come, ad esempio, la tematizzazione di pagine o aree del sito
- in questo sito i contenuti sono invisibili a Google; se proviamo a cercare su Google, in quel Flash, se compare la parola Badia (vogliamo che nel sito di un hotel in Alta Badia non compaia almeno una volta?;-), il risultato è sconsolante.
Ecco, quanto appena scritto mi sarebbe piaciuto farlo presente nel corso della sessione, come nota all’osservazione della persona di cui sopra. Peccato che ai problemi di cui sopra se ne sia aggiunto un terzo: sul palco potevo navigare solo attraverso il mio smartphone, un Nokia E71, e del Flash di quel sito potevo vedere solo una inutile schermata verde…
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