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Spam e motori

01/09/2005

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All’interno di questo articolo dedicato allo spam e-mail ed ai problemi economici che questo crea alle aziende, sul Sole 24 Ore online di ieri e’ stata pubblicata un’intervista a Jan Hruska, Ceo di Sophos, societa’ produttrice di soluzioni contro spam, spyware e virus.
Non mi e’ onestamente piaciuta, in quanto ad elevato tasso di fraintendimenti (ma qui occorre vedere se la frase sia stata effettivamente cosi’ affermata, o sia stato il giornalista a fraintendere), la conclusione dell’intervista a Hruska, dove questi afferma

Ma il grosso problema – conclude Hruska – e’ la consapevolezza che un problema come lo spam (o il phishing), difficilmente si potra’ risolvere completamente. E non e’ detto che riguardi solo l’e mail.
Basta considerare quello che sta succedendo con i piu’ famosi motori di ricerca, il cui business maggiore e’ offrire spazi pubblicitari sulle pagine dei loro risultati. Certo, questo non si puo’ definire spam, ma bisogna tener presente che la maggior parte della gente che naviga in Internet molto spesso non fa differenza tra un risultato “semplice” e uno a pagamento.

Che la distinzione tra link sponsorizzati e risultati naturali, su molti motori, non sia ben definita e’ un qualcosa che anche io ho sottolineato in passato in piu’ occasioni (es. articoli su Web Marketing Tools o i-dome.com, interventi su Mlist.it); ma nel contesto di questo articolo, la frase finale mi sembra troppo un’equazione “risultati a pagamento = spazzatura” che non mi trova concorde.

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