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Think Mobile with Google a Milano

26/09/2011

Inserito in: Conferenze,Mobile Search

Che Google stia spingendo forsennatamente Android è un dato di fatto (“una piattaforma che direttamente non porta un euro ma solo tanti problemi legali”, il commento in sala di un presente, che tuttavia riconosce l’importanza di questa piattaforma soprattutto in prospettiva futura, non trascurando il fatto che in 3 anni ha dato uno scossone a un settore che sembrava avere nell’accoppiata iPhone/iOS il solo riferimento).
Non poteva quindi mancare un evento organizzato dal colosso di Mountain View (“Think Mobile with Google”, realizzato in questo 2011 in più paesi) dedicato al mondo dei device mobili e alle soluzioni di advertising per questo universo, evento indirizzato tanto agli addetti ai lavori quanto alle aziende inserzioniste pubblicitarie, col fine di far comprendere a molti ciò che ormai un dato di fatto: no, non che “il mondo sta cambiando” (frase abusata e buttata un po’ lì da molti partecipanti alle tavole rotonde: il mondo è già cambiato, e il fatto che mia figlia di 4 anni sappia da sola usare il mio smartphone per andare su Youtube e cercare i suoi cartoni animati preferiti ne è solo una dimostrazione), bensì che gli smartphone hanno preso piede anche da noi e, soprattutto, che la gente li usa attivamente e questa libertà sta impattando e modificando in maniera evidente anche il modo di lavorare, di fare shopping, di sfruttare il proprio tempo libero…

Un evento che, da addetto ai lavori con una forte passione per gli smartphone (non tanto per l’avere sempre l’ultimo modello in tascs, quanto per scoprire sempre nuove possibili applicazioni che semplifichino la vita di tutti i giorni e per scoprire in prima persona quali potrebbero essere le prossime frontiere della mobile search), ho seguito con interesse soprattutto per verificare la reazione della platea di fronte alle tante possibilità presentate: perchè sugli scaffali dei negozi possono esserci anche gli smartphone più belli e accattivanti, ma nessuno spenderebbe centinaia di Euro per acquistarli se non ci fosse anche un valore (esibizionisti a parte) dato dall’uso di questi, fosse anche solo per stare in contatto con gli amici su FB mentre si è in ufficio a lavorare…
Una presentazione, quella di Google sulle opportunità offerte dagli smartphone, neanche tanto futurista in questa occasione: se escludiamo Google Wallet (nuovissimo e ancora in fase di testing negli USA), tutte le altre possibilità offerte dal sistema operativo Android per semplificarci la vita sono già disponibili a chi, ad esempio, ha un Samsung Galaxy SII; possibilità di usare i comandi vocali per dettare e inviare email e sms mentre si è in movimento (un consiglio: le prime volte non inviate i messaggi senza averli prima riletti; il sistema non si limita solo ad errori di sintassi… a volte stravolge proprio il senso delle frasi, quasi pescasse da un DB di frasi fatte per trovare quella che somiglia di più.); possibilità di poter comandare quasi interamente lo smartphone con la voce, indicandogli quali applicazioni aprire, cosa cercare, dove andare -grazie al navigatore gps incluso-… insomma, tante di quelle funzioni che lo smartphone usato dai diversi speaker nel corso della mattinata è stato usato per telefonare in una sola occasione…
Quasi a indicare che, in questo mondo, l’unico limite sia la fantasia (e la batteria…).

Per non dilungarmi troppo, ci sono stati alcuni dati presentati in martinata che mi hanno fatto riflettere su come si stia evolvendo lo scenario search con la sempre maggiore diffusione di smartphone:

  • in media in Italia vengono svolte ogni secondo 115 ricerche da device mobili (dati Google);
  • il 53% degli utenti mobili svolge quotidianamente ricerche via smartphone; la percentuale sale allo 82% se si considerano tutti coloro che hanno effettuato almeno una ricerca a settimana (fonte: TNS Infratest per Google). Se molti inserzionisti osservassero meglio i dati sulle piattaforme usate dagli utenti arrivati dai motori sul loro sito, potrebbero scoprire quanto il traffico da dispositivi mobili sia magari più elevato di quanto credano.
  • il 98% degli utenti usa gli smartphone a casa per navigare, e questo scardina la convinzione di molti web marketer che sono convinti che, tra le mura domestiche, l’utente preferisca un computer tradizionale (guardando siti in versione “tradizionale” e fruendo in maniera “tradizionale” della pubblicità)(fonte: TNS Infratest per Google).

Per chi fosse interessato ad approfondire, qui saranno pubbicati nei prssimi giorni i materiali del convegno.

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