Sembra che Google stia cominciando ad applicare piu’ seriamente le proprie guidelines contro lo spam tra i risultati organici di ricerca, “attaccando” con piu’ decisione tutti quei siti che utilizzano in particolare redirezioni a mezzo javascript per portare l’utente dalla doorway page ad un altro sito (il vero oggetto della promozione).
La vera novita’ pero’ di quest’azione e’ la “notifica” che Google fa al webmaster del sito bandito dai risultati del piu’ noto motore di ricerca, attraverso un’email inviata ad eventuali indirizzi trovati sul sito ed al piu’ generico “webmaster@”.
A arne notizia e’ questo thread su searchengineforums.com, in cui un webmaster racconta di come Google gli abbia notificato l’espulsione di un suo sito dai risultati, spiegandogli cosa avessero trovato che non rispondeva alle guidelines di Google e come fare -dopo aver eliminato dal sito tutte le attivita’ “spam oriented”- per far riammettere su Google il sito bandito.
Come Matt Cutts, uno dei piu’ noti ingegneri di Google, spiega in un suo commento su Threadwatch.com, questo tentativo di comunicazione non e’ indirizzato in maniera generica a tutti i domini oggetto di “attenzioni” da parte di Google (quelli di molti affiliati in primis), ma ai webmaster di quei siti che hanno comunque buoni contenuti e che meriterebbero, una volta eliminate tutte le attivita’ spam, di stare tra i risultati di ricerca del motore di Mountain View.
L’attivita’, a quanto sembra di capire, e’ completamente automatizzata. Vedremo cosa succedera’ con tutti quei siti (e sono veramente tanti) che, per questioni di design o di CMS, implementano redirezioni a mezzo javascript senza alcun fine di positioning o di inganno dei motori.
Ps: non so se vi siano stati casi di questo genere anche nel nostro paese, ma negli USA, se un’agenzia SEO causa la fuoriuscita del sito del cliente dai risultati di ricerca di Google, il cliente non va molto per il sottile e trascina l’agenzia SEO in tribunale. E’ stato il caso ad esempio, circa un anno fa se non ricordo male, di un’agenzia SEO statunitense che fece bandire i siti di decine di aziende USA che si erano affidati a questa senza conoscerne le metodologie.