E’ vero che a Parigi c’era il Search Engine Strategies, ma visto che sarò comunque a Chicago la prossima settimana (e del mercato francese mi interessa onestamente poco), ho preferito seguire il World Marketing & Sales Forum.
Evento che (a mio parere, soprattutto nella seconda giornata) è valso il prezzo del biglietto.
Alcune curiosità:
a) il brand più citato nel corso delle sessioni (quasi tutte: ha fatto eccezione solo quella di Martha Rogers, ma magari sono io che non l’ho sentito) non è stato quello dell’ormai onnipresente Google (ho intravisto, tra l’altro, anche Massimiliano Magrini e Stefano Hesse di Google Italia) bensì quello di Wal-Mart, la catena statunitense di super/ipermercati che, vista la propria potenza contrattuale, obbliga i fornitori a stare alle sue regole (ed ai suoi prezzi), pena l’esclusione da un bacino di utenti di decine di milioni di statunitensi.
Per rendere l’idea di quanto Wal Mart sia opprimente e possa decidere le sorti di un’azienda, Philip Kotler mercoledì ha raccontato di come ci siano aziende disposte a pagargli centinaia di migliaia di dollari qualora lui sia in grado di trovare loro una maniera di poter controbattere alle richieste del gigante statunitense.
b) Se è vero che buona parte delle aziende che hanno partecipato all’evento ancora non credono molto in Internet e limitano i propri investimenti online, questo non vuol dire che siano per forza arretrate anche tecnologicamente: mi sono sorpreso nel vedere quanti (veramente tanti) hanno alzato la mano alla domanda del relatore Terry Jones su chi in sala usasse Skype per telefonare via Internet. Certo, non è detto che fossero telefonate aziendali, ma è comunque vero che anche in Sems abbiamo svolto recentemente alcune conference call con prospect utilizzando entrambe le parti proprio Skype (spesa per le conference calls? 0 €!). Ed ora è in arrivo anche Skype con la funzionalità per videoconferenze (già prima c’era un plug in, ma nulla di eccezionale).
Le sessioni che mi sono piaciute di più sono state quella di Kevin Roberts sul tema “lovemarks” (guarda caso il titolo di un suoi libro; cosa, questa, comune a tutti i relatori dell’evento), ovvero il ruolo del marketing e della pubblicità nell’evoluzione di un marchio (con l’obiettivo di far “innamorare” di questo i consumatori), e l’importanza dell’impatto emotivo nell’advertising (bellissimi alcuni spot televisivi che ha portato a supporto); e quella di Martha Rogers sul customer management: nulla di innovativo, quanto da lei detto (soprattutto visto che ho già in passato letto alcuni suoi libri), ma sentirlo ripetere ogni tanto fa sempre bene, anche per confrontare cosa vorrebbe la teoria e cosa concretamente consente la pratica.
Altri dettagli li aggiungerò nei prossimi giorni, visto che di cose da raccontare ce ne sono.



